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Piccole Dolomiti

Le Piccole Dolomiti sono una catena montuosa delle Prealpi venete, delimitata a ovest dai monti Lessini e a est dal Pasubio con il Pian delle Fugazze, fra le province di Vicenza, Trento e Verona. Sono formate da un arco di montagne dominate dai 2259 metri di Cima Carega, tutte dal carattere prettamente dolomitico, con guglie, pareti scoscese e gole ripide.

La caratteristica peculiare che distingue le piccole Dolomiti dagli altri complessi montuosi ha origine nelle glaciazioni del quaternario, quando i vari gruppi montuosi rimasero fra loro isolati dalla coltre glaciale. Il nome richiama ovviamente le loro sorelle maggiori, le Dolomiti, per la roccia dolomia che le costituisce.

Le Piccole Dolomiti possono essere suddivise in alcuni sottogruppi dalle caratteristiche morfologiche ben definite e diverse fra loro: la Catena delle Tre Croci, fra la Sella del Campetto e il Passo delle Tre Croci (o della Lora), il Gruppo del Carega, fra il Passo delle Tre Croci (o della Lora) e il Passo di Campogrosso e, infine, il Gruppo del Sengio Alto, fra il passo di Campogrosso e il Pian delle Fugazze.

Nonostante la loro altitudine superi di poco i 2000 metri, le Piccole Dolomiti offrono salite molto interessanti anche per scalatori esperti come quelle sul Baffelan. Di particolare interesse alpinistico sono i vaj, solchi stretti ed impervi scavati dall'erosione dell'acqua: svelano scenari suggestivi per le profonde incisioni con pareti rocciose verticali.

Paesaggisticamente le Piccole Dolomiti offrono scorci  emozionanti e possono essere raggiunte facilmente e percorse fino alle vette anche dall'escursionista non molto allenato. Nelle giornate più serene offrono panorami meravigliosi fino al mare Adriatico e agli Appennini.

L'escursionismo e il trekking sono molto praticati poiché le Piccole Dolomiti offrono numerosi itinerari di difficoltà variabile. Le fortificazioni costruite durante la prima guerra mondiale dall’esercito italiano hanno permesso di ampliare la  rete di sentieri che le solcano. Sono presenti rifugi, alcuni di carattere alpino raggiungibili solo a piedi o mediante strade sterrate , altri facilmente accessibili anche in auto.

Mappe: Le piccole Dolomiti (Clicca per ingrandire)

Numeri Utili e Link

NUMERI UTILI

Ufficio Turistico Recoaro Terme 0445-75070

Soccorso Alpino Italiano: Tel. 0445-780222

Impianti di risalita Recoaro Mille: 0445-77256

Santuario Grotta di Lourdes: 0445-623250

Terme di Recoaro: 0445-75016

Centro Servizi Le Guide: Paolo Asnicar 360-975597  Gianni Bisson 335-6842320  Franco Spanevello 349-6120617

Scuola Italiana Nordic Walking Recoaro: 335-8087400

Yo-Yo Parapende Club: 0445-75728

 

LINK

Comuni

Altissimo
Brogliano
Chiampo
Cornedo Vicentino
Crespadoro
Nogarole Vicentino
Recoaro Terme

San Pietro Mussolino
Trissino
Valdagno

Enti

Provincia di Vicenza
Regione Veneto

Informazioni turistiche

Ufficio Turistico di Recoaro Terme

www.vicenzae.org 

Musei

Ecomuseo Grande Guerra Prealpi Vicentine

Museo della Vita del Soldato nella Grande Guerra  

Museo della I Armata - Ossario del Pasubio

Museo del Risorgimento e della Resistenza

Museo Naturalistico Francescano Menin

Museo Paleontologico "Dal Lago"

Museo delle Macchine Tessili

Museo della Comunicazione "Tibaldo Giancarlo" 

Rete Museale Altovicentino

Sistema Museale Agno-Chiampo

Rifugi

Bepi Bertagnoli

Rifugio "Cesare Battisti" alla Gazza

Rifugio Alpino Campogrosso

Rifugio Montefalcone

Rifugio Alpino Piccole Dolomiti alla Guardia

Sport

CAI Recoaro

CAI Valdagno

CS Le Guide

Scuola Italiana Nordic Walking Recoaro Terme

Sentieri Valdagno e dintorni su GPS

Arces Orienteering Klubb

Cori

I Crodaioli
Aqua Ciara
El Vajo
Gruppo Corale Maranina

Giornali

Il Giornale di Vicenza
Il Gazzettino
Il Vicenza

Corriere Vicentino 

Altro

Santuario Madonna di Lourdes del Beato Claudio

Curatorium Cimbricum Veronese

Galleria fotografica

Altopiano delle Montagnole

Una splendida galleria d'immagini in bianco e nero che fa rivivere l'atmosfera pulita della montagna vicentina.

Fotografie di Adriano Tomba, testi di Giorgio Trivelli.

Altopiano delle MontagnoleVa in scena il fantastico gioco delle ombre e delle luci che si proiettano sullo sfondo delle alte pareti rocciose e dei canaloni innevati, animando così ogni plaga del tranquillo paesaggio invernale.

 

Gruppo del Sengio AltoNel cielo chiaro di nord ovest si staglia, fiero, il profilo delle cime del Sengio Alto, familiare silouette da sempre cara a tante generazioni di montanari, alpinisti e valligiani.

 

Chempele con Sengio Alto e PasubioL'arco dei monti si fa ammirare da una terrazza panoramica che pare creata apposta dalla natura.
Sullo sfondo la mole poderosa del Pasubio fa da silente custode alle memorie di un'epica guerra ormai lontana nel tempo.

 

FumanteSvettano verso il cielo pinnacoli e torri del maestoso castello di roccia. E il Fumante decide di presentarsi nella sua veste più consueta, indossando il vaporoso cappuccio a cui deve quella denominazione così appropriata.

 

Val CremeScorre ininterrotto tra le piene e si fa strada gorgogliando verso valle il limpido e prezioso tesoro della montagna, affidato dalle più remote ère a un filo di saggezza richiesto agli uomini d'oggi.

 

 

Punta LovarasteEvocando vapori infernali e chissà quali misteri delle profondità terrestri, nubi e folate di nebbia avviluppano le rupi scoscese. Ma forse il vento già si appresta a fugarle, per restituire allo sguardo un paesaggio smagliante.

 

Malga Ofra, internoLa penombra nella malga, odorosa di fumo e penetrata dal sole del mattino, si ravviva coi bagliori del fuoco crepitante nel camino. Qui si rinnovano i riti secolari del lavoro dell'uomo di montagna.

 

Malga OfraTestimone di una sapiente armonia di spazi, materiali e forme, la vecchia malga si fonde mirabilmente con la natura d'intorno, quasi ne fosse parte vitale da tempo immemorabile.

 

Malga Ofra, ricottePiccoli miracoli di purezza e di sapore antico, le ricotte racchiudono il frutto di tecniche di lavorazione lungamente sperimentate in un rapporto simbiotico fra uomini, animali e montagna.

 

Marana in alta Val ChiampoBoschi e radure disegnano attorno ai grumi di case il mosaico di un paesaggio palpitante di vita.
Dall'alto delle sue colline, Marana domina i declivi selvosi della valle del Chiampo.

Prodotti Locali

ImageLe specialità della cucina tradizionale vicentina sono piatti dal gusto delicato: semplici o di elaborata preparazione, utilizzano quanto la terra offre, stagione dopo stagione, arricchendolo con i frutti della caccia e della pesca.

Le antiche ricette, oggi riportate alla luce e riproposte al grande pubblico grazie alla presenza di varie trattorie e di locali agrituristici, seducono buongustai e nutrizionisti e suggeriscono gustose proposte per variare il menu di tutti i giorni o rendere speciale un pranzo importante valorizzando i prodotti di "casa nostra".

 

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 cliccare sul simbolo per accedere alla relativa scheda

 

I prodotti tipici

La ciliegia durona, le castagne, il tartufo, i "corgnòi", le trote, il miele, la fioretta, le acque minerali sono soltanto alcuni tra i prodotti tipici che rendono unica e inimitabile la cucina delle alte valli vicentine.

I piatti tipici

Un po’ tutto il territorio vicentino presenta delle pietanze tipiche che lo distinguono grazie alla freschezza dei sapori e alla genuinità degli ingredienti. Le valli dell’Agno e del Chiampo, prima dell’industrializzazione estremamente povere e dedite alla sola agricoltura di sopravvivenza, possono contare su una cucina povera e semplice, ma dotata di gusto e ricca di vitamine e proteine.

Primi piatti: gnocchi con la fioretta, la "mosa" (minestra con la zucca), risi e bisi (riso e piselli), riso e lugànega (salsiccia), riso e verze, riso e spinaci, pasta e fasòi, spaghetti al tartufo, bìgoli con l’arna.

Secondi piatti: polenta onta e osèi, anatra con le castagne, sopressa, corgnòi, trote alla brace.

Dolci: torta "Putàna" (con pane raffermo bagnato nel latte, grappa), fritòle con sardèla e maresìna (frittelle con acciughe e erba maresina), castagnaccio (marmellata di castagne), frutta tipica.