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Regolamento di Contabilità

Il Regolamento di contabilità disciplina le procedure di bilancio e di controllo sulla gestione economico finanziaria dell’ente

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Regolamento comunitario di contabilità


C A P O I
FINALITÀ E CONTENUTO
Art. 1
Oggetto e scopo del regolamento
1. Il presente regolamento disciplina l'ordinamento contabile dell'ente nel rispetto dei principi fondamentali di cui agli articoli 54 e seguenti della legge 8 giugno 1990, n. 142 ed in conformità ai principi contabili contenuti nel decreto legislativo 25 febbraio 1995, 77 e successive modificazioni, recante il nuovo "Ordinamento finanziario e contabile degli enti locali" e nello Statuto della Comunità Montana.
CA P O I I
ORGANIZZAZIONE E TRASPARENZA DELL’ATTIVITÀ GESTIONALE
Art. 2
Competenze del servizio finanziario
1. Tutti i servizi riconducibili all'area economico-finanziaria (bilancio, rilevazioni contabili, finanze e tributi, economato, inventario e gestione contabile del patrimonio) sono di competenza dell'unità organizzativa che, nella struttura organica è individuata con la denominazione "Ufficio di ragioneria".
2. La direzione dei suddetti servizi è affidata al dipendente di ruolo con qualifica apicale appartenente alla predetta area funzionale e ad esso è imputabile la responsabilità del procedimento. Detto dipendente, pertanto, è riconosciuto quale "Responsabile del servizio finanziario e di ragioneria" ed allo stesso competono tutte le altre funzioni che la legge, lo statuto e i regolamenti assegnano al servizio finanziario.
3. In particolare, al responsabile del servizio finanziario e di ragioneria, che nel prosieguo del presente regolamento verrà individuato con la sigla "R.U.R." (responsabile ufficio di ragioneria), competono le funzioni di:
a. vigilanza, controllo, coordinamento e gestione dell’attività finanziaria dell'ente;
b. verifica della veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa da iscriversi nel bilancio annuale o pluriennale, sulla base delle proposte da parte dei responsabili dei servizi interessati;
c. verifica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese;
d. espressione dei pareri di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione e sulle determinazioni di impegno di spese;
e. apposizione del visto di regolarità contabile attestante lai copertura finanziaria su ogni proposta di assunzione di impegno di spese
f. registrazione degli impegni di spesa e degli accertamenti di entrata;
g. registrazione degli ordinativi di riscossione e di pagamento;
h. tenuta dei registri e delle scritture contabili, necessari per la rilevazione degli effetti sul patrimonio dell’attività amministrativa, nonché per la rilevazione dei costi di gestione dei servizi e degli uffici, secondo la struttura e l'articolazione organizzativa dell'ente;
i. predisposizione del progetto dei bilanci di previsione annuale e pluriennale da presentare alla Giunta, sulla base delle proposte da parte dei responsabili dei vari servizi e dei dati disponibili in proprio possesso;
j. predisposizione dello schema della relazione previsionale e programmatica, dimostrativa delle fonti di finanziamento e dei programmi di spesa con riferimento alle indicazioni contenute nel progetto del bilanci annuale e pluriennale;
k. predisposizione del rendiconto della gestione e della connessa relazione illustrativa, da presentare alla Giunta;
l. formulazione delle proposte di variazione delle previsioni di bilancio, a richiesta dei responsabili dei servizi interessati o di propria iniziativa;
m. segnalazione scritta, mediante apposita relazione evidenziante le proprie valutazioni, al Presidente, al Segretario della Comunità ed all'organo di revisione, dei fatti gestionali dai quali possono derivare situazioni pregiudizievoli per gli equilibri del bilancio;
n. referto del controllo di gestione da presentare alla Giunta e da comunicare ai competenti responsabili dei servizi, sulla base del "rapporto di gestione" formulato dall'apposito "servizio di controllo interno";
o. predisposizione e sottoscrizione, congiuntamente al Segretario della Comunità, dei rendiconti relativi
all'utilizzo dei contributi straordinari, assegnati al Comunità Montana con vincolo di destinazione, da parte di altre amministrazioni pubbliche, qualora queste ultime espressamente lo richiedano e nel rispetto di modalità appositamente convenute .
Art. 3
Principi organizzativi
1.In caso di temporanea assenza o impedimento il R.U.R. è sostituito da altro responsabile di servizio designato, su proposta del Segretario della Comunità, con apposita deliberazione della Giunta. Qualora non vi siano altri responsabili di servizio professionalmente qualificati, la posizione verrà coperta - secondo le modalità di legge - mediante rapporto contrattuale a tempo determinato.
2. Qualora la struttura comunitaria dell'ufficio di ragioneria si dovesse rivelare inadeguata rispetto al volume dell’attività finanziaria e gestionale dell'ente, lo svolgimento del servizio di competenza potrà essere assicurato mediante apposita convenzione da stipularsi con altre Comunità Montane o Comuni membri, previe opportune intese tra le amministrazioni interessate. Le modalità di svolgimento del servizio, la durata della convenzione e i rapporti finanziari saranno stabiliti con deliberazione dei rispettivi organi consiliari.
3. Nel caso in cui alla stipulazione della convenzione sia interessato un dipendente già titolare di posto di ruolo, allo stesso sarà corrisposta una maggiorazione della retribuzione contrattuale in misura non superiore al quaranta per cento. La retribuzione complessiva sarà ripartita tra gli Enti interessati in rapporto alle prestazioni orarie di lavoro.
Art. 4
Competenze dei responsabili dei servizi
1. I dipendenti di ruolo con qualifica apicale nell'area funzionale di appartenenza sono individuati come responsabili dei servizi di rispettiva competenza, con specifico riferimento alla programmazione, adozione ed attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere amministrativo, tecnico, finanziario e contabile.
2. A ciascun servizio corrisponde un "centro di responsabilità" al quale è affidato un complesso di risorse di cui è responsabile per l'espletamento delle attività a cui è preposto.
3. Il Segretario della Comunità ed i responsabili dei servizi sono abilitati a sottoscrivere le determinazioni di impegno di spesa.
Art. 5
Principi di trasparenza e pubblicità
1. A tutela della gestione finanziaria complessiva e delle eventuali o conseguenti responsabilità a proprio carico il R.U.R. verifica costantemente lo stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese.
2. Qualora l'andamento dell’attività gestionale evidenzi fatti, atti, eventi o comportamenti tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, il R.U.R. è tenuto a segnalare il costituirsi di tali situazioni redigendo apposita relazione contenente le proprie valutazioni in ordine all'andamento della gestione delle entrate e delle spese e le proposte delle misure ritenute necessarie per il mantenimento del pareggio finanziario. La relazione è trasmessa immediatamente al Presidente, al Segretario della Comunità ed all'organo di revisione.
C A P O I I I
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA
Art. 6
Procedura per la formazione ed approvazione del bilancio di previsione
1. I funzionari responsabili dei servizi comunicano al R.U.R. le proposte di previsione per l'anno successivo degli stanziamenti di rispettiva competenza.
2. Il R.U.R., sulla base delle proposte dei responsabili dei servizi e delle notizie ed atti in suo possesso, predispone un progetto di "bilancio aperto" da presentare alla Giunta, unitamente ad una relazione preliminare illustrativa dei dati economico-finanziari contenuti nel documento contabile e ad una proposta di bilancio pluriennale con annessa relazione previsionale e programmatica.
3. La Giunta, con propria deliberazione, almeno 30 gg. prima del termine della scadenza per l’approvazione del Bilancio di Previsione in Consiglio approva lo schema di bilancio annuale di previsione, la relazione previsionale e programmatica e lo schema di bilancio pluriennale. Della avvenuta predisposizione dei suddetti documenti contabili viene data comunicazione, a cura del Presidente, all'organo di revisione ed ai consiglieri, con l'avvertenza che i documenti stessi e gli allegati che vi si riferiscono sono depositati presso la segreteria per prenderne visione. Entro i successivi 15 giorni l'organo di revisione provvede a far pervenire all'ente la propria relazione sulla proposta di bilancio di previsione e dei documenti allegati.
Art. 7
Piano esecutivo di gestione (PEG)
1. Prima dell'inizio di ciascun esercizio finanziario la Giunta, con propria deliberazione, definisce il piano esecutivo di gestione del bilancio di previsione annuale.
2. Il PEG consiste nella ulteriore articolazione in "capitoli" sia delle risorse dell'entrata, sia degli interventi della spesa, con riguardo al complesso degli stanziamenti previsti nel bilancio annuale ovvero limitatamente agli stanziamenti la cui gestione è affidata ad individuati centri di costo e/o di ricavo, secondo le modalità di cui all'articolo 4, comma 3.
3. Il PEG deve evidenziare gli obiettivi di gestione, i centri di responsabilità ed i centri di costo/ricavo, nonché le risorse assegnate per il raggiungimento dei risultati programmati.
4. Gli atti e i provvedimenti di gestione conseguenti all'attuazione del PEG sono di competenza dei funzionari responsabili dei relativi servizi.
C A P O I V
GESTIONE DEL BILANCIO
Art. 8
Parere di regolarità contabile e attestazione di copertura finanziaria delle spese
1. Su ogni proposta di deliberazione o di provvedimento dei funzionari responsabili dei servizi di competenza, da cui derivino riflessi contabili e finanziari sull’attività gestionale, il R.U.R. è tenuto ad esprimere il proprio parere in ordine alla regolarità contabile, con valore di atto preparatorio del procedimento amministrativo cui è finalizzato il parere medesimo.
2. Il parere di regolarità contabile, obbligatorio ma non vincolante, deve seguire quello di regolarità tecnica da parte del funzionario responsabile del servizio interessato e precedere quello in ordine alla legittimità da parte del Segretario della Comunità. Esso è funzionale a garantire la regolare procedura di acquisizione delle entrate e di effettuazione delle spese, non soltanto sotto il profilo computistico, ma anche sotto l'aspetto giuridico, dovendo fare riferimento alla legalità della spesa, alla compatibilità della scelta gestionale con le linee programmatiche del bilancio di previsione, alla pertinenza dell'oggetto della scelta con il contenuto della risorsa di entrata o dell'intervento di spesa e alla sufficiente disponibilità dello stanziamento relativo, nonché alle esattezza dei calcoli computistici ed alla conformità agli obblighi fiscali.
3. Nel caso di proposta di deliberazione o di determinazione dei funzionari responsabili dei servizi di competenza riguardante l'assunzione di impegno di spesa, il R.U.R. deve altresì attestare l'esistenza della relativa copertura finanziaria, a pena di nullità degli atti privi di tale attestazione ovvero con attestazione negativa.
4. L'attestazione di copertura finanziaria presuppone l'effettiva disponibilità dello stanziamento di bilancio ed inoltre:
a. con riguardo agli impegni di spese correnti, rileva la verificata realizzabilità delle entrate di competenza dei primi due titoli del bilancio (inesistenza di fatti o eventi gestori pregiudizievoli degli equilibri di bilancio);
b. con riguardo agli impegni di spese d'investimento, rileva la verificata registrazione dell'accertamento della correlata entrata vincolata per destinazione di legge.
Art. 9
Accertamento delle entrate
1. In relazione alla diversa natura e provenienza delle entrate, l'accertamento può avvenire:
a. per le entrate di carattere tributario, in relazione alla emissione dei ruoli o in corrispondenza alle aliquote tariffarie vigenti ed alle dichiarazioni/denunce dei contribuenti;
b. per le entrate provenienti dai trasferimenti correnti dello Stato e di altri enti pubblici, in relazione alle prenotazioni fondate sulle specifiche comunicazioni di assegnazione dei contributi;
c. per le entrate patrimoniali e per quelle provenienti dalla gestione di servizi a carattere produttivo ovvero connessi a tariffe o contribuzioni dell'utenza, a seguito di emissione di liste di carico o di ruoli o a seguito di acquisizione diretta;
d. per le entrate provenienti da alienazioni di beni patrimoniali, concessioni di aree e trasferimenti di capitali, in corrispondenza dei relativi contratti o atti amministrativi specifici;
e. per le entrate derivanti da mutui, prestiti o altre operazioni creditizie, a seguito della concessione definitiva da parte della Cassa depositi e prestiti o degli Istituti di previdenza ovvero della stipulazione del contratto per i mutui concessi da altri Istituti di credito;
f. per le entrate relative a partite compensative delle spese, in corrispondenza dell'assunzione del relativo impegno di spesa.
2. L'accertamento delle entrate deve essere rilevato mediante apposita registrazione contabile. A tal fine il responsabile del procedimento (centro di responsabilità e/o di ricavo) deve trasmettere la relativa documentazione al R.U.R. entro 15 giorni successivi alla esecutività delle deliberazioni o al perfezionamento degli atti relativi e, comunque, entro il 31 dicembre di ciascun anno.
3. Tutte le somme iscritte tra le entrate di competenza del bilancio e non accertate entro il termine dell'esercizio, costituiscono minori accertamenti rispetto alle previsioni ed a tale titolo concorrono a determinare i risultati finali della gestione, rimanendo salva la possibilità della loro reiscrizione tra le previsioni di competenza dei bilanci futuri ove i relativi crediti dovessero insorgere in data successiva alla chiusura dell'esercizio finanziario.
Art. 10
Riscossione delle entrate
1. L'emissione delle reversali d'incasso dà luogo ad apposita annotazione nelle scritture contabili dell'ente, con riferimento alla risorsa di entrata o capitolo dei servizi per conto di terzi del bilancio annuale, distintamente per le entrate in conto della competenza dell'esercizio in corso e per quelle in conto dei residui.
2. Le reversali d'incasso sono sottoscritte dal R.U.R. ovvero, in caso di assenza o impedimento, dal funzionario supplente e dal segretario secondo le modalità previste al precedente articolo 3, comma 1. A cura dello stesso firmatario le reversali medesime devono essere trasmesse al tesoriere dell'ente con elenco in duplice copia, di cui una da restituire per ricevuta; contestualmente deve esserne dato avviso al debitore con l'indicazione della data di scadenza.
3. Le reversali d'incasso non riscosse entro il 31 dicembre dell'anno di emissione sono restituite dal tesoriere all'ente per l'annullamento e le relative somme sono iscritte nel conto dei residui attivi.
Art. 11
Versamento delle entrate
1. Il versamento è la fase finale del procedimento di acquisizione delle entrate, che consiste nel trasferimento delle somme riscosse nella cassa dell'ente.
2. Le somme introitate tramite il servizio dei conti correnti postali o altre forme consentite dalla legge (bonifico bancario) che affluiscono sul conto di tesoreria devono essere comunicate all'ente, a cura del tesoriere, per consentirne la regolarizzazione mediante emissione dei relativi ordinativi d'incasso.
3. Le somme pervenute direttamente all'ente devono essere versate al tesoriere, a cura degli incaricati idoneamente autorizzati con formale deliberazione della Giunta, entro quindici giorni e, comunque, entro il termine del mese in corso, previa emissione di regolari ordinativi d'incasso.
4. Gli agenti contabili sono responsabili delle somme di cui devono curare la riscossione e rispondono personalmente dell'eventuale prescrizione del credito e di ogni alto danno arrecato all'ente per incuria o mancata diligenza nell'esercizio delle funzioni loro affidate.
5. È vietato disporre dei fondi giacenti sui conti correnti postali o pervenuti direttamente all'ente per effettuare pagamenti di spese.
Art. 12
Residui attivi
1. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio, costituiscono residui attivi i quali sono compresi in apposita voce dell'attivo (crediti) del conto patrimoniale.
2. Le somme di cui al comma precedente sono conservate nel conto dei residui fino alla loro riscossione ovvero fino alla sopravvenuta inesigibilità, insussistenza o prescrizione.
L'eliminazione, totale o parziale, dei residui attivi riconosciuti inesigibili o insussistenti o prescritti, è disposta con specifica deliberazione del Consiglio della Comunità, da adottarsi prima dell'approvazione del rendiconto della gestione, previo riaccertamento dei crediti per verificare la sussistenza o meno delle ragioni che ne avevano determinato la relativa registrazione contabile. Le variazioni rispetto agli importi originari possono essere causate, in particolare per:
a. erronea o indebita valutazione, per la natura dell'entrata non esattamente determinabile in via preventiva;
b. avvenuta riscossione erroneamente contabilizzata con riferimento a risorsa o capitolo diverso ovvero in conto della competenza;
c. inesistenza di residuo attivo, meramente contabile, a seguito di errata eliminazione di residuo passivo ad esso correlato (impegni di spese correlati ad entrate vincolate per destinazione da riscrivere in conto della competenza del bilancio dell'anno nel quale viene perfezionata l'obbligazione giuridica);
d. accertata irreperibilità o insolvenza del debitore,
e. rinuncia a crediti di modesta entità, purchè non si riferiscano a tributi, sanzioni amministrative o pene pecuniarie, la cui azione di recupero comporterebbe costi di riscossione di importo superiore ai crediti medesimi.
Art.13
Impegno delle spese
1. Le spese sono impegnate dal Segretario e dai responsabili dei servizi, secondo le rispettive competenze stabilite dalle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari, previa adozione di formale atto d'impegno. Gli atti d'impegno (determinazioni) devono essere classificati con idoneo ed unitario sistema di raccolta in ordine cronologico ed in relazione agli uffici di provenienza.
2. L'impegno delle spese deve essere rilevato mediante apposita registrazione contabile. A tale fine, il responsabile del procedimento (centro di responsabilità e/o di costo) deve trasmettere la relativa documentazione al R.U.R. entro 15 giorni successivi alla esecutività delle deliberazioni o al perfezionamento degli atti relativi e, comunque, entro il 31 dicembre di ciascun anno.
3. Tutte le somme iscritte tra le spese di competenza del bilancio e non impegnate entro il termine dell'esercizio, costituiscono economie di bilancio ed a tale titolo concorrono a determinare i risultati finali della gestione
Art. 14
Liquidazione delle spese
1. La liquidazione è effettuata, a cura del funzionario responsabile del servizio che ha provveduto all'ordinazione della esecuzione dei lavori, della fornitura o prestazione di beni e servizi, previo riscontro della regolarità del titolo di spesa (fattura, parcella, contratto o altro), nonché della corrispondenza alla qualità, alla quantità, ai prezzi ed ai termini, convenuti e verificati sulla scorta dei relativi buoni d'ordine e buoni di consegna.
2. Nel caso in cui siano rilevate irregolarità o difformità rispetto all'impegno di spesa, dovranno essere attivate le azioni ritenute necessarie per rimuovere le irregolarità riscontrate, prima di procedere alla liquidazione della relativa spesa.
3. Il responsabile del servizio proponente è tenuto a trasmettere l'atto di liquidazione, debitamente datato e sottoscritto, con tutti i relativi documenti giustificativi, al R.U.R. per i successivi controlli amministrativi, contabili e fiscali e per gli adempimenti conseguenti.
Art. 15
Ordinazione dei pagamenti
1. I mandati di pagamento sono sottoscritti dal R.U.R. ovvero, in caso di assenza o impedimento, dal funzionario supplente e dal segretario della Comunità Montana secondo le modalità previste al precedente articolo 3, comma 1. A cura del R.U.R. i mandati medesimi devono essere trasmessi al tesoriere dell'ente con elenco in duplice copia, di cui una da restituire per ricevuta; contestualmente deve esserne dato avviso al creditore.
2. L'emissione dei mandati di pagamento dà luogo ad apposita annotazione nelle scritture contabili dell'ente, con riferimento all'intervento o capitolo di spesa del bilancio annuale, distintamente per le spese in conto della competenza dell'esercizio in corso e per quelle in conto dei residui.
3. I mandati di pagamento devono essere emessi direttamente a favore dei creditori ed in nessun caso per il tramite di amministratori o dipendenti della Comunità Montana.
4. Nel caso di pagamento di spese derivanti da obblighi tributari, da somme iscritte a ruolo e da delegazioni di pagamento, effettuato direttamente dal tesoriere senza la preventiva emissione del relativo mandato di pagamento, il tesoriere deve darne immediata comunicazione all'ente per consentirne la regolarizzazione.
Art. 16
Pagamento delle spese
1. Il pagamento costituisce la fase conclusiva del procedimento di effettuazione delle spese che si realizza nel momento in cui il tesoriere provvede, per conto dell'ente, ad estinguere l'obbligazione verso il creditore.
2. Il pagamento di qualsiasi spesa deve avvenire esclusivamente tramite il tesoriere e mediante regolari mandati di pagamento, con la sola eccezione prevista al precedente articolo 29, comma 6 e fatti salvi i casi di pagamento di spese tramite l'economo della Comunità o altri agenti contabili, espressamente autorizzati con formale deliberazione della Giunta.
3. Il pagamento può aver luogo solo se il relativo mandato risulta regolarmente emesso nei limiti dello stanziamento di spesa del rispettivo intervento o capitolo del bilancio di previsione. A tale fine, l'ente deve trasmettere al tesoriere copia del bilancio approvato e divenuto esecutivo, nonché copia di tutte le deliberazioni, dichiarate o divenute esecutive, di modifica delle dotazioni di competenza del bilancio annuale.
4. L'estinzione dei mandati di pagamento può avvenire in modo diretto, previo rilascio di quietanza liberatoria da parte del creditore o suo procuratore, rappresentante, tutore, curatore o erede.
5. I mandati di pagamento possono essere estinti, inoltre, su richiesta scritta del creditore e con espressa annotazione riportata sui mandati stessi, con una delle seguenti modalità:
a. accreditamento in conto corrente bancario o postale intestato al creditore. La ricevuta postale del versamento effettuato, allegata al mandato, costituisce quietanza del creditore. Nel caso di versamento su conto corrente bancario, costituisce quietanza la dichiarazione del tesoriere annotata sul mandato ed attestante l'avvenuta esecuzione dell'operazione di accreditamento;
b. commutazione in assegno circolare non trasferibile a favore del creditore, da spedire al richiedente con lettera raccomandata con avviso di ricevimento e con spese a carico del destinatario. In tal caso costituisce quietanza del creditore la dichiarazione del tesoriere annotata sul mandato con l'allegato avviso di ricevimento;
c. commutazione in vaglia postale ordinario o telegrafico o in assegno postale localizzato, con tassa e spese a carico del richiedente. In tal caso costituisce quietanza liberatoria la dichiarazione del tesoriere annotata sul mandato con l'allegata ricevuta di versamento rilasciata dall'ufficio postale.
6. I mandati di pagamento eseguiti, accreditati o commutati con l'osservanza delle modalità di cui ai commi precedenti, si considerano titoli pagati agli effetti del discarico di cassa e del conto del tesoriere.
7. I mandati di pagamento, individuali o collettivi, rimasti interamente o parzialmente inestinti alla data del 31 dicembre, sono commutati d'ufficio dal tesoriere in assegni postali localizzati con le modalità indicate alla lettera c) del precedente comma 5.
Art. 17
Residui passivi
1. Le spese impegnate e non pagate entro il termine dell'esercizio costituiscono residui passivi, i quali sono compresi in apposita voce del passivo (debiti) del conto patrimoniale.
2. Le somme suddette sono conservate nel conto dei residui fino al loro pagamento ovvero fino alla sopravvenuta insussistenza o prescrizione.
3. L'eliminazione, totale o parziale, dei residui passivi riconosciuti insussistenti o prescritti, è disposta con
determinazione del R.U.R, sentiti i responsabili dei servizi per le rispettive competenze gestionali, da adottarsi prima dell'approvazione del rendiconto della gestione, previo riaccertamento dei debiti per verificare la sussistenza o meno delle ragioni che ne avevano determinato la relativa registrazione contabile. Le variazioni rispetto agli importi originari possono essere causate, in particolare per:
a. erronea valutazione, per la natura della spesa non esattamente determinabile in via preventiva;
b. indebita determinazione per duplicazione della registrazione contabile;
c. avvenuto pagamento erroneamente contabilizzato con riferimento a intervento o capitolo diverso ovvero in conto della competenza;
d. inesistenza di residuo passivo, meramente contabile, a seguito di errata eliminazione di residuo attivo ad esso correlato (accertamento di entrata vincolata per destinazione, da riscrivere in conto della competenza del bilancio dell'anno nel quale viene perfezionata l'obbligazione giuridica);
e. accertata irreperibilità del creditore;
f. abbuono volontario o transattivo di debito contestato;
g. scadenza del termine di prescrizione.
C A P O V
GESTIONE PATRIMONIALE
Art. 18
Sistema di scritture
1. Il sistema di contabilità deve consentire la rilevazione dell’attività amministrativa e gestionale dell'ente, sotto il triplice aspetto: finanziario, patrimoniale, economico.
2. La contabilità finanziaria deve rilevare la registrazione delle operazioni comportanti, per ciascuna risorsa o intervento o capitolo, movimenti finanziari in termini di cassa (riscossioni e pagamenti) e in termini di competenza (accertamenti di entrate e impegni di spese), a fronte dei relativi stanziamenti del bilancio di previsione. È funzionale ala determinazione della consistenza finale del conto di cassa, dell'ammontare dei residui attivi e passivi e del saldo complessivo di gestione (avanzo o disavanzo di amministrazione).
3. La contabilità patrimoniale, funzionale alla rilevazione a valore degli elementi attivi e passivi del patrimonio comunale, deve dare dimostrazione della consistenza patrimoniale all'inizio dell'esercizio finanziario, delle variazioni intervenute nel corso dell'anno per effetto della gestione del bilancio o per altre cause e dell'incremento o diminuzione del patrimonio netto iniziale.
4. Il conto economico, mediante l'evidenziazione dei componenti positivi e negativi dell’attività dell'ente, deve dare dimostrazione del risultato economico conseguito alla fine dell'esercizio finanziario.
Art. 19
Libri e registri contabili
1. La tenuta delle scritture finanziarie e patrimoniali è realizzata attraverso i seguenti libri e registri contabili:
a. libro giornale di cassa;
b. libro mastro;
c. libro degli inventari.
2. Per le attività esercitate dall'ente in regime d'impresa (attività commerciali) le scritture finanziarie e patrimoniali devono essere opportunamente integrate con specifiche registrazioni delle operazioni rilevanti ai fini IVA (registri delle fatture emesse, delle fatture ricevute, dei corrispettivi, elenco clienti e fornitori), in osservanza alle particolari disposizioni in materia vigenti nel tempo ed alle quali si fa espresso invio per i relativi adempimenti nel rispetto degli obblighi fiscali a carico dell'ente.
Art. 20
Libro degli inventari
1. La contabilità patrimoniale ha lo scopo di formare periodicamente, alla fine di ogni esercizio finanziario, il "Conto del patrimonio" mediante la rilevazione della situazione patrimoniale dell'ente e delle variazioni verificatesi negli elementi attivi e passivi, sia per effetto della gestione del bilancio, sia per qualsiasi altra causa.
2. Lo strumento di rilevazione delle scritture patrimoniali è l'inventario dei beni che, consentendo la conoscenza quantitativa, qualitativa e del valore dei beni stessi, costituisce un idoneo strumento di controllo e di gestione del patrimonio della Comunità Montana.
Art. 21
Tenuta e struttura degli inventari
1. Il R.U.R., avvalendosi della collaborazione dei vari uffici, redige e tiene costantemente aggiornato l’inventario dei beni della Comunità Montana.
L’inventario è redatto con idonea classificazione, contenente tutti gli elementi per individuare per ogni bene l’esatta consistenza, ubicazione, destinazione ed il valore.
Tutti gli aumenti e le diminuzioni che si verificano nel valore e nella consistenza dei beni, sono registrati nell’inventario entro 90 giorni dall’accadimento.
Art. 22
Consegnatari dei beni
1. I beni immobili sono dati in consegna al responsabile del servizio il quale è personalmente responsabile dei beni ricevuti in consegna e di qualsiasi danno che possa derivare all'ente per effetto delle sue azioni o omissioni.
2. La designazione del responsabile è effettuata con deliberazione della Giunta. Alla deliberazione è allegata copia degli inventari dei beni dati in consegna e dei quali il consegnatario è responsabile fino a quando non ne ottenga formale discarico.
3. Il consegnatario segnala al R.U.R. ogni variazione verificatasi a seguito di trasformazioni, aumenti o diminuzioni nella consistenza e nel valore dei beni di cui è responsabile.
4. Le stesse modalità si applicano per la consegna e l'aggiornamento dei beni mobili dati in carico all'economo o ad altro agente responsabile.
5. Il discarico è disposto con deliberazione della Giunta da comunicare all'interessato. Non è ammesso il discarico dagli inventari nel caso di danno patrimoniale arrecato per distruzione, perdita, furto, cessione o altre cause dovute a provata negligenza o incuria nella gestione e conservazione dei beni; in tal caso il risarcimento del danno è posto a carico dell'agente responsabile.
Art. 23
Beni di consumo
1. La consistenza e la movimentazione dei beni mobili di consumo, è dimostrata dalle specifiche registrazioni di carico e scarico, a cura dell'economo o di altro agente responsabile designato.
Art. 24
Conto del patrimonio
1. Il conto del patrimonio è redatto in conformità al modello ufficiale approvato con il regolamento previsto dall'art. 114 del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77 e successive modificazioni .
C A P O V I
SERVIZIO DI ECONOMATO
Art. 25
Servizio economale e riscossione diretta di somme
1. Per provvedere a particolari esigenze di funzionamento amministrativo, a garanzia della funzionalità dei servizi per i quali risulti antieconomico il normale sistema contrattuale ed indispensabile il pagamento immediato delle relative spese necessarie, è istituito il servizio economale per il pagamento delle minute e urgenti spese d’ufficio e di manutenzione.
2. Analogamente, è autorizzata la riscossione diretta delle somme relative a:
a. diritti di segreteria e di ogni altro diritto o corrispettivo dovuto per atti d’ufficio;
b.sanzioni pecuniarie per infrazioni e violazioni ai regolamenti della Comunità;
c.proventi derivanti da tariffe e contribuzioni per i servizi pubblici a domanda individuale;
d. proventi derivanti dalla vendita di oggetti dichiarati fuori uso o di materiali per scarti di magazzino.
Art.26
Disciplina e competenze delle riscossioni dirette.
1. L’economo, in servizio di ruolo, è autorizzato a riscuotere direttamente le entrate di cui al precedente art.25.
2. In caso di assenza o impedimento temporaneo del titolare, le funzioni di agente contabile sono svolte, per assicurare la continuità del servizio, da altro dipendente di ruolo incaricato con ordine diservizio del segretario. Il subentrante è soggetto a tutti gli obblighi imposti all’agente titolare.
Art. 27
Disciplina del servizio di economato
1. La gestione amministrativa del servizio di economato e dei servizi in economia è affidata, con deliberazione della Giunta, al dipendente di ruolo con qualifica funzionale non inferiore alla sesta, appartenente all'area economico-finanziaria (ufficio di ragioneria), che nella qualità di "economo" svolge le funzioni di competenza sotto la vigilanza del R.U.R.. Nel caso in cui tale designazione non sia consentita dalla dotazione organica dell'ente, le funzioni di economo sono attribuite al R.U.R. sotto la vigilanza del Segretario della Comunità.
2. Per le modalità di assunzione dell'incarico, di sostituzione e di cessazione del titolare e degli obblighi connessi, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti articoli 25 e 26.
3. L'economo è esentato dal prestare cauzione. È fatta salva, pero', la facoltà della Giunta di assoggettare, con propria deliberazione, a ritenuta gli stipendi e gli altri emolumenti fissi e continuativi in godimento, anche prima che sia pronunciata condanna a loro carico, quando il danno recato all'ente sia stato accertato in via amministrativa.
4. L'importo della ritenuta mensile non può superare il quinto della retribuzione.
Art. 28
Competenze dell'economo
1. La gestione amministrativa delle spese d'ufficio e di manutenzione compete all'economo nei limiti degli importi annualmente autorizzati con apposito atto d'impegno delle spese a carico dei relativi interventi previsti nel bilancio annuale di competenza.
2. L'autorizzazione nei limiti di L. 1.000.000.- per singola spesa può riguardare:
- spese per acquisto, riparazione e manutenzione di mobili, macchine, attrezzature, locali e impianti di pubblici servizi;
- spese per acquisto stampati, cancelleria, modulistica, marche segnatasse e materiali di consumo occorrenti per il funzionamento degli uffici;
- spese postali, telegrafiche e per acquisto di valori bollati;
- spese per riparazione e manutenzione di automezzi della Comunità Montana, ivi comprese le tasse di circolazione e l'acquisto di materiali di ricambio, carburanti e lubrificanti;
- spese per acquisto e rilegatura di libri e stampe;
- spese per la stampa e la diffusione di pubblicazioni, circolari, atti e documenti;
- spese per acquisto effetti di vestiario e corredo per i dipendenti aventi diritto;
- spese per noleggio attrezzature per l'organizzazione di spettacoli e manifestazioni pubbliche;
- spese per facchinaggio e trasporto di materiali;
- spese per abbonamenti alla Gazzetta Ufficiale, al Bollettino regionale, a giornali, riviste e pubblicazioni periodiche;
- spese per partecipazione a congressi, convegni e seminari di studio di amministratori e dipendenti;
- indennità di missione, trasferta e rimborso spese di viaggio a dipendenti e amministratori;
- canoni e utenze telefoniche, di energia elettrica, acqua e gas;
- canoni di abbonamento audiovisivi;
- premi assicurativi di beni della Comunità Montana;
- quote di adesione alle associazioni tra gli enti locali;
- imposte e tasse a carico del Comunità Montana, ivi compresi i rimborsi e gli sgravi di quote indebite o inesigibili;
- spese per accertamenti sanitari per i dipendenti della Comunità Montana;
- spese di registrazione, trascrizione e voltura di contratti, visure catastali, nonché per la notifica e l'iscrizione di atti e provvedimenti.
3. Inoltre, può essere autorizzata con le medesime modalità, in deroga al normale sistema contrattuale, l'esecuzione in economia di lavori e forniture, sempreché l'importo di ciascuna spesa non sia superiore a L. 5.000.000.- +IVA ed abbia riferimento ai seguenti servizi:
a. Manutenzioni stradali:
rappezzi e spalmature superficiali per la manutenzione dei manti asfaltati o bituminati e piccole manutenzioni per altri tipi di pavimentazione stradale;
lavori di manutenzione ed espurgo di fossi, canali, collettori, fognature e impianti di depurazione;
regolazione e sistemazione delle banchine e delle scarpate;
segnaletica stradale e piccole riparazioni dei manufatti;
sgombero di neve e provvedimenti antigelo;
riparazioni urgenti a seguito di frane, scoscendimenti, corrosione o rovina di manufatti, limitatamente agli interventi necessari per consentire il ripristino del transito e della libera circolazione dei veicoli;
abbattimento, potatura, ripristino e manutenzione di alberature e giardini;
acquisti e lavori di manutenzione e ripristino di impianti semaforici e di pubblica illuminazione;
provvista, gestione e riparazione di automezzi, macchinari e attrezzature varie, compresa la provvista di carburanti e lubrificanti.
b. Manutenzione di edifici, manufatti e aree:
riparazioni urgenti di guasti e interventi di ordinaria manutenzione e ripristino degli edifici di ogni genere e lavori di adattamento e sistemazione di locali;
lavori di manutenzione di spazi ed aree pubbliche;
gestione e riparazione degli impianti di riscaldamento, idrici, elettrici, telefonici, igienico-sanitari;
puntellamenti e demolizioni di fabbricati e manufatti pericolanti e sgombero di materiali;
acquisto di attrezzature e materiali vari.
c. Servizi diversi:
lavori da eseguirsi d'ufficio a carico dei contravventori alle prescrizioni legislative e regolamentari;
lavori in materia di sicurezza e di igiene pubblica per l'urgenza di procedere alla rimozione della situazione di pericolo;
lavori previsti con somme a disposizione, a corredo di lavori affidati in appalto;
lavori in genere che non siano oggetto di appalti annuali;
provvista di mezzi e materiali per l'esecuzione dei lavori sopraindicati.
4. L'esecuzione dei lavori e delle forniture in economia può essere effettuata in amministrazione diretta, a cottimo fiduciario o con sistema misto (parte in amministrazione diretta e parte a cottimo fiduciario). Sono eseguiti in amministrazione diretta i lavori ed i servizi per i quali non occorra l'intervento di alcun imprenditore, ricorrendo al personale dipendente anche dei Comuni associati ed all'impiego di materiali, attrezzi e mezzi di proprietà dell'ente o in uso all'amministrazione. Sono eseguiti a cottimo fiduciario i lavori, le forniture ed i servizi per i quali si renda necessario, o sia opportuno, l'affidamento ad un imprenditore, con l'osservanza delle prescrizioni di cui ai successivi articoli .
Art. 29
Programmazione delle spese
1. Ai fini delle comunicazioni di cui al precedente articolo 6, comma 1, gli agenti contabili presentano al R.U.R., il programma delle spese e degli interventi operativi che si prevede di dover effettuare nell'anno successivo, ripartitamente per ogni intervento da iscriversi nel relativo bilancio di previsione, sulla base delle esigenze ritenute necessarie in funzione attività che si intende realizzare e tenuto conto delle spese sostenute o azionate nell'anno in corso.
2. Ai fini dell'effettuazione delle spese ammesse in bilancio, i funzionari responsabili dei servizi di competenza devono curare lo studio e la compilazione di capitolati d'oneri e fogli condizione e, se del caso, la formazione di campionari, prezziari e altri simili strumenti per l'analisi dei prezzi ed il controllo dei costi, in osservanza ai principi di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa.
Art. 30
Elenco dei fornitori e delle ditte di fiducia
1. Allo scopo di garantire la scelta più idonea e conveniente per l'acquisto di beni e servizi e per l'esecuzione di lavori e forniture in economia, è istituito l'elenco dei fornitori e delle ditte di fiducia dell'amministrazione.
2. L'elenco è approvato dalla Giunta e può essere aggiornato in qualsiasi momento.
3. I requisiti per l'iscrizione nell'elenco devono riguardare l’idoneità e la capacità tecnica, la consistenza
economico-finanziaria e la serietà imprenditoriale dei soggetti richiedenti.
Art. 31
Affidamento dei servizi in economia
1. L'affidamento dei lavori e delle forniture dei servizi in economia deve osservare l'esistenza dell'atto autorizzativo di cui al precedente articolo 28, commi 1 e 3, nonché i diversi procedimenti di seguito previsti, in relazione al valore della spesa.
2. Per i lavori e le forniture di importo pari o inferiore a L. 5.000.000.- I.V.A. esclusa, l'affidamento è disposto dall'economo, su proposta del responsabile del servizio di competenza, dopo aver interpellato almeno tre ditte specializzate tra quelle comprese nell'elenco approvato dalla Giunta, a favore della ditta che abbia presentato l'offerta economicamente e qualitativamente più vantaggiosa.
3. Nel caso in cui la spesa, I.V.A. esclusa, non sia superiore al L.2.000.000, e ricorrano particolari e giustificati motivi, l'affidamento può essere disposto direttamente a persona o impresa di fiducia dell'amministrazione, purché compresa nell'elenco di cui al precedente articolo .
5. Le offerte per l'esecuzione dei lavori e delle forniture devono essere richieste ad almeno tre ditte ritenute idonee tra quelle comprese nell'elenco approvato dalla Giunta, di cui al precedente articolo 50.
6. Le ditte prescelte sono invitate a mezzo di apposita lettera d'invito, contenente le informazioni circa la natura dei lavori e/o delle forniture da eseguire, sulla base del preventivo di spesa e foglio condizioni in ordine alle modalità di esecuzione ed ai termini contrattuali del rapporto con l'amministrazione.
7. L'aggiudicazione è effettuata a favore della ditta che abbia presentato l'offerta economicamente e qualitativamente più vantaggiosa.
8. Per le forniture può farsi ricorso al sistema offerta/prezzi; anche in tal caso dovrà tenersi conto della qualità del prodotto offerto e del prezzo richiesto.
9. Dell'esito della gara è redatto apposito verbale, dal quale dovranno risultare evidenziate le condizioni particolari eventualmente contenute nell'offerta della ditta aggiudicataria, rimanendo salva la facoltà dell'Ente di non procedere alla aggiudicazione.
Art. 32
Ordinazione, liquidazione e pagamento
1. L'ordinazione delle spese economali, dei lavori e delle forniture in economia è effettuata a mezzo di "buoni d'ordine" da staccarsi dall'apposito bollettario, numerati progressivamente e contenenti le qualità e quantità dei beni, servizi e prestazioni, i relativi prezzi e le modalità di pagamento, nonché il riferimento al presente regolamento ed all'impegno registrato sul pertinente intervento di spesa.
2. I buoni d'ordine, sottoscritti dall'agente incaricato, sono emessi in duplice copia, di cui una da allegare alla fattura o nota di spesa unitamente al buono di consegna, a cura del fornitore o prestatore d'opera.
3. La liquidazione delle spese ordinate dovrà risultare da un apposito "visto" apposto sulla fattura o nota di spesa, avente il valore di attestazione di regolarità delle forniture/prestazioni effettuate e di conformità alle condizioni pattuite, in relazione alla qualità, alla quantità, ai prezzi ed alla spesa autorizzata.
4. Il pagamento delle spese ordinate e liquidate è disposto previo rilascio di quietanza liberatoria del creditore.
5. Nessun pagamento può essere disposto in assenza del relativo buono d'ordine, nè in eccedenza all'impegno di spesa regolarmente autorizzato e registrato.
Art.33
Mandati di anticipazione e loro liquidazione
1. Per provvedere al pagamento delle spese, è disposta a favore dell'economo, in principio di esercizio, un’anticipazione di L. 6.000.000.
2. Per il rimborso delle somme pagate sull’anticipazione l’economo presenterà al Segretario il relativo rendiconto ogni volta che l’anticipazione stessa risulta esaurita o la sua consistenza tale, da non poter assicurare il regolare funzionamento del servizio economato. Il Segretario, riconosciuto regolare il rendiconto disporrà per la liquidazione delle spese mediante prropria determinazione. Successivamente emetterà i mandati di rimborso all’economo da imputarsi agli articoli riferentesi alla relativa spesa.
3. L'economo non può fare delle somme ricevute in anticipazione un uso diverso da quello per cui sono state assegnate e dalle specifiche autorizzazioni risultanti dagli appositi atti d'impegno .
Art.34
Registri contabili e rendicontazione delle spese
1. Per la regolarità del servizio e per consentire ogni opportuna verifica, è fatto obbligo all'economo di tenere costantemente aggiornati i seguenti registri contabili:
a. bollettari dei buoni d'ordine;
b. bollettari dei pagamenti;
c. registro dei rendiconti.
2. L'economo deve rendere il conto della propria gestione al Segretario della Comunità.
C A P O V I I
SERVIZIO DI TESORERIA
Art.35
Affidamento del servizio di tesoreria
1. L'affidamento del servizio è effettuato con la procedura della licitazione privata, da esperirsi tra Istituti di credito operanti nel territorio comunitario. I criteri di selezione e la successiva convenzione per l’espletamento del servizio di tesoreria sono deliberati dal Consiglio della Comunità Montana.
Art.36
Obblighi della Comunità Montana.
1. Per consentire il corretto svolgimento delle funzioni affidate al tesoriere, l’Ente deve trasmettergli per il tramite del R.U.R., la documentazione prevista dalla convenzione di incarico.
Art.37
Obblighi del tesoriere.
1. Il tesoriere nell’esercizio delle sue funzioni deve osservare le prescrizioni previste dalle vigenti disposizioni legislative, regolamentari e dalla convenzione di cui al precedente art.35.
Art. 38
Verifiche di cassa
1. Per provvedere alla ricognizione dello stato delle riscossione dei pagamenti, nonché della gestione dei fondi economali e degli altri agenti contabili, l'organo di revisione effettua con periodicità trimestrale apposite verifiche ordinarie di cassa, con la partecipazione del R.U.R.
2. Ad ogni cambiamento del Presidente deve effettuarsi, inoltre, una verifica straordinaria di cassa, con l'intervento anche del Presidente cessante e di quello subentrante.
3. Di ogni operazione di verifica di cassa, sia ordinaria che straordinaria, deve essere redatto apposito verbale sottoscritto da tutti gli intervenuti. Copia dei verbali, da redigersi in triplice esemplare, è consegnata al tesoriere ed all'organo di revisione; il terzo esemplare è conservato agli atti dell'ente.
C A P O VIII
CONTROLLO DI GESTIONE
Art. 39
Definizione e finalità
1. Al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi programmati, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, la trasparenza, l’imparzialità ed il buon andamento dell'azione amministrativa, è istituito il "servizio di controllo interno" per realizzare il controllo di gestione, finalizzato a:
a. verificare la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa agli obiettivi stabiliti nel bilancio di previsione (efficacia);
b. verificare, mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti (qualità e quantità dei servizi offerti), la corretta ed economica gestione delle risorse (efficienza);
c. evidenziare gli scostamenti e le irregolarità eventualmente riscontrate, con riferimento alle cause del mancato raggiungimento dei risultati (verifica della funzionalità organizzativa).
Art. 40
Servizio di controllo interno
1. La funzione del controllo di gestione è assegnata ad apposito nucleo di valutazione che assume la denominazione di "servizio di controllo interno", composto dal Segretario della Comunità e dall'organo di revisione. È fatta salva la facoltà, per motivate esigenze, di avvalersi di consulenti esterni, esperti in tecniche di valutazione e nel controllo di gestione, da nominare con deliberazione della Giunta.
Il servizio potrà essere svolto in forma associata con altre Comunità Montane sulla base di apposita convenzione. In tal caso il nucleo di valutazione potrà essere costituito da revisori dei conti in carica presso le Comunità Montane aderenti alla convenzione.
2. Al servizio di controllo interno spetta l'esercizio del controllo sull’attività amministrativa e gestionale dell'ente, finalizzato allo svolgimento degli specifici compiti connessi al controllo di gestione ed alla valutazione dei dirigenti, secondo le modalità e gli scopi stabiliti da norme legislative, regolamentari e contrattuali
3. In ogni caso, entro il 28 febbraio di ciascun anno, il servizio di controllo interno presenta un "rapporto di gestione" sull’attività svolta nell'anno precedente, con le proprie valutazioni conclusive, affinchè sia verificata l'osservanza degli indirizzi impartiti e delle priorità indicate, la conformità dei provvedimenti adottati e delle procedure azionate, nonché l’opportunità di introdurre le modifiche necessarie per un più razionale impiego delle risorse e per il miglioramento dei risultati di gestione, sulla scorta delle informazioni contenute nella relazione annuale.
Art. 41
Modalità applicative
1. Il controllo di gestione, con riguardo all'intera attività amministrativa e gestionale dell'ente, è svolto con periodicità annuale e con riferimento ai dati emergenti dalle operazioni di chiusura dell'esercizio finanziario.
2. L'applicazione del controllo di gestione trova riscontro nelle seguenti fasi operative:
a. predisposizione degli obiettivi perseguibili;
b. rilevazione, annuale o trimestrale, dei dati dimostrativi dei costi, dei proventi o ricavi e dei risultati raggiunti;
c. valutazione dei dati rilevati, con riferimento agli obiettivi programmati e verifica della funzionalità organizzativa, in relazione all'efficacia, all'efficienza ed all’economicità dell'azione amministrativa nonchè alla valutazione dei dirigenti in servizio.
C A P O X
RENDICONTO DELLA GESTIONE
Art. 43
Rilevazione dei risultati di gestione e deliberazione del rendiconto
1. La rilevazione dei risultati di gestione è dimostrata dal rendiconto, comprendente il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio.
2. Al rendiconto è allegata una relazione illustrativa della Giunta della Comunità, contenente:
a. le valutazioni in ordine all'efficacia dell'azione condotta, sulla base dei risultati conseguiti posti a raffronto con i programmi realizzati e con i costi sostenuti;
b. i criteri di valutazione del patrimonio e delle componenti economiche;
c. gli scostamenti rilevati rispetto alle previsioni, con le motivazioni causative degli scostamenti medesimi.
3. Lo schema del rendiconto, corredato dalla predetta relazione illustrativa approvata con formale deliberazione della Giunta, è sottoposto entro il 20 maggio di ciascun anno all'esame dell'organo di revisione, ai fini della relazione di cui all'art. 57, commi 5 e 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142. L'organo di revisione presenta la relazione di propria competenza entro 20 giorni dalla richiesta.
4. La proposta di deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto, unitamente allo schema del rendiconto medesimo, alla relazione della Giunta, alla relazione dell'organo di revisione ed all'elenco dei residui attivi e passivi riaccertati per anno di provenienza ai sensi degli articoli 27, comma 4, e 34, comma 3, del presente regolamento, è messa a disposizione dei consiglieri con apposita comunicazione del Presidente, da notificare entro e non oltre il 10 giugno di ciascun anno.
5. Il rendiconto è deliberato dal Consiglio della Comunità entro il 30 giugno successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario cui si riferisce, previo espresso pronunciamento in ordine agli eventuali rilievi, osservazioni o proposte formulate dall'organo di revisione.
C A P O X I
REVISIONE ECONOMICO FINANZIARIA
Art. 44
Funzioni del Revisore dei Conti.
1. Il Revisore dei Conti, nell’esercizio delle sue funzioni, è pubblico ufficiale.
2. Adempie ai suoi doveri d’ufficio con la diligenza del mandatario, ha diritto di accesso agli atti in conformità di quanto stabilito nello Statuto e dalle norme vigenti.
3. Il Revisore dei Conti svolge funzioni di controllo interno e di revisione economico finanziaria, in attuazione della normativa di settore vigente. In particolare svolg le seguenti fnzioni:
a) attività di collaborazione e di consulenza con il Consiglio, la Giunta , il Segretario ed i funzionari della Comunità Montana;
b) pareri sulla proposta di bilancio di previsione e dei documenti allegati e sulle variazioni di bilancio;
c) vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed ecconomica della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale, all’amministrazione dei beni, alla completezza della documentazione, agli adempimenti fiscali ed alla tenuta della contabilità;
d) relazione sulla proposta di deliberazione consiliare del rendiconto della gestione e sullo schema di rendiconto entro i termini di cui all’art.64 del presente regolamento. La relazione deve contenere l’attestazione sulla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione nonchè eventuali rilievi, considerazioni e proposte tendenti a conseguire efficienza, produttività ed economicità della gestione;
e) referto dell’organo consiliare su gravi irregolarità di gestion, con contestuale denuncia ai competenti orgnai giurisdizionali ove si configurino ipotesi di responsabilità;
f) verifiche di cassa.
Art. 45
Attività del Revisore dei Conti.
1. Tutta l’attività del Revisore dei Conti dovrà risultare da appositi verbali sottoscritti dal medesimo.
2. Detti verbali saranno sottoposti al Presidente, al Segretario ed al R.U.R. per il visto di competenza.
Art. 46
Revoca dell’Ufficio - Decadenza - Procedure
1. La revoca dell’Ufficio di revisione prevista dall’art.101, comma 2, del D.Lgs.25.2.95, n.77, sarà disposta con deliberazione del Consiglio della Comunità Montana. La stessa procedura sarà eseguita per la deliberazione di decadenza, per incompatibilità ed ineleggibilità.
2. Il presidente, sentito il Segretario e il Responsabile dei servizi finanziari, contesterà i fatti al Revisore interessato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, assegnando 10 giorni per le controdeduzioni.
3. La deliberazione sarà notoficata all’interessato entro 15 giorni dalla sua esecutività.
4. Il Consiglio della Comunità Montana, nella prima seduta utile successiva, darà corso alla sostituzione.
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 47
Rinvio a disposizioni legislative
1. Per quanto non previsto dal presente regolamento sono fatte salve e si applicano le disposizioni del Decreto Legislativo 25.2.1995 n. 77 e successive modificazioni.
Art. 48
Pubblicità del regolamento
1. Copia del presente regolamento, divenuto esecutivo, sarà consegnata al Segretario della Comunità, ai responsabili dei servizi, all’economo, ai consegnatari di beni, al tesoriere ed all’organo di revisione, per la conforme osservanza delle disposizioni disciplinanti le rispettive competenza.
2.A norma dell’art.25 della legge 27 dicembre 1985, e successive modificazioni, copia del regolamento medesimo sarà tenuta a disposizione degli amministratori e dei cittadini perchèè possano prenderne visione in qualsiasi momento.
Art.49
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entrerà in vigore a norma dell’art.77 dello Statuto.



Regolamento per le Spese in Economia

Il Regolamento per le spese in economia concerne le procedure di spesa per l’acquisto di beni, forniture e servizi di importo limitato

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Regolamento per l'acquisizione di beni, servizi e lavori in economia

ART.1
OGGETTO DEL REGOLAMENTO
Il presente regolamento, ai sensi dell’articolo 125 del decreto legislativo n.163/06, disciplina le procedure per l'acquisizione in economia di beni, servizi e lavori. Tali procedure possono essere utilizzate in presenza di entrambe le seguenti condizioni:

  • siano rispettati i limiti di importo e le tipologie di spesa stabiliti dal presente regolamento;
  • il ricorso alle procedure ordinarie di scelta del contraente non risulti rispondente ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa.

ART.2
FORME PER LA PROCEDURA DI ACQUISIZIONE DI BENI, SERVIZI E LAVORI IN ECONOMIA
L'acquisizione di beni ( di seguito anche denominati "forniture"), servizi e lavori in economia può essere così effettuata:

  • in amministrazione diretta;
  • a cottimo fiduciario;

Tutti gli importi stabiliti dal presente regolamento si intendono al netto dell’IVA.
E' espressamente vietato frazionare artificiosamente l'acquisizione dei beni, servizi e lavori allo scopo di sottoporli alla disciplina di cui al presente provvedimento.

ART.3
TIPOLOGIA DI BENI, SERVIZI E LAVORI
Le tipologie di beni, servizi e lavori disciplinate dal presente regolamento sono:
1. acquisto, riparazione e manutenzione di mobili, macchine, attrezzature ad uso degli uffici
2. servizio pulizie locali
3. servizi assicurativi e di brokeraggio
4. servizio paghe
5. formazione personale
6. acquisto stampati, cancelleria, modulistica e materiali di consumo occorrenti per il funzionamento degli uffici
7. spese postali, e servizi telefonici
8. acquisto, riparazione e manutenzione di automezzi, ivi comprese le tasse di circolazione e l'acquisto di materiali di ricambio, carburanti e lubrificanti
9. acquisto e rilegatura di libri e stampe, pubblicazioni di vario genere, riproduzioni, cartografiche e di copisteria, lavori di stampa, tipografia e litografia, lavori di traduzione, copiature
10. acquisto effetti di vestiario e corredo per i dipendenti aventi diritto
11. riviste/abbonamenti on-line
12. acquisto e riparazione strumenti informatici, telematici e di videoproiezione
13. acquisto beni e servizi per obblighi previsti dalla legge 626 per la sicurezza lavoratori
14. realizzazione impianti, predisposizione pratiche di agibilità per strutture, noleggio attrezzature per l'organizzazione di spettacoli, eventi culturali e manifestazioni pubbliche
15. impostazione grafica e stampa di materiale promozionale
16. facchinaggio e trasporto di materiali
17. incarichi per service in occasione di manifestazioni (palchi, pedane, impianti audio e luci, predisposizione addobbi e posizionamento striscioni per manifestazioni )
18. noleggio pullman e altri mezzi di trasporto
19. realizzazione buffet, mensa, catering in occasione di manifestazioni pubbliche
20. prestazioni di servizi per la didattica ambientale
21. prestazioni di servizi di marketing territoriale e comunicazione istituzionale
22. manutenzione e controllo sentieristica, vie ferrate e relativa segnaletica
23. acquisto arredi per aree di sosta attrezzate relativa manutenzione
24. beni e servizi per la protezione civile
25. lavori di recupero del patrimonio edilizio rurale e restauro opere storiche
26. servizi di pulizia, bonifica, disinfestazione

ART.4
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
L'acquisizione dei beni e dei servizi in economia viene disposta, nell'ambito degli obiettivi del "PEG", dal responsabile del procedimento di affidamento ed esecuzione dei contratti.
I compiti, i poteri e i doveri del responsabile del procedimento sono disciplinati dall’articolo 10 del codice dei contratti pubblici (D.L.vo n. 163/06).

ART.5
AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI SPESA
Il procedimento per l'acquisto di beni e servizi, di cui al precedente punto 3, si avvia con la determinazione a contrattare ai sensi dell’articolo 11 del codice dei contratti ed ai sensi dell’articolo 193 del TUEL.
Con la determinazione a contrattare è prenotato l’impegno della spesa presunta.
La lettera d'invito a presentare l'offerta o la richiesta di preventivi devono essere inviate successivamente al perfezionamento di tale determinazione.

ART.6
PROCEDURE
Per forniture e servizi specificati all'art. 3 del presente regolamento, di importo pari o superiore a ventimila euro e fino a centomila euro, l’affidamento avviene nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque ditte se sussistono in tale numero soggetti idonei individuati sulla base di indagini di mercato.
Per forniture e servizi di importo inferiore a ventimila euro si può procedere con affidamento diretto o su richiesta informale di preventivi da presentare a mezzo lettera o fax; in ogni caso va attestata dal responsabile la congruità della spesa.
La consultazione delle ditte avviene mediante richiesta di preventivi/offerte alle ditte.
La lettera invito contiene i seguenti elementi:
a) Oggetto delle prestazioni
b) Caratteristiche tecniche
c) Qualità e modalità di esecuzione
d) Eventuali garanzie
e) Prezzi
f) Modalità di pagamento
g) Criterio di aggiudicazione del contraente
A parità di requisiti tecnici tra le ditte la richiesta di preventivi, previsti ai punti 2 e 3 del presente articolo, deve avvenire secondo il criterio della rotazione.
L'individuazione della migliore offerta può avvenire sia con il sistema del prezzo più basso che con quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, in questo caso nella lettera d'invito devono essere specificati i criteri di aggiudicazione.
La scelta del sistema di aggiudicazione è determinata dal responsabile del procedimento, tenuto conto della specificità del bene o del servizio da acquisire.
L’affidatario deve essere in possesso dei requisiti di idoneità morale, capacità tecnico – professionale ed economica finanziaria secondo le prescrizioni e indicazioni del codice dei contratti pubblici.
In ogni caso sia per gli acquisti di importo inferiore sia per quelli di importo superiore a ventimila euro, il responsabile del procedimento deve verificare che i prezzi di acquisto siano inferiori a quelli offerti dal mercato centralizzato cosiddetto della CONSIP ovvero che le prestazioni richieste non rientrano fra quelli offerti dal mercato CONSIP.

ART.7
CASI PARTICOLARI
Il ricorso al sistema di spesa in economia, nel limite di importo di duecentomila euro è altresì consentito nelle seguenti ipotesi:
a) risoluzione di un precedente rapporto contrattuale, o in danno del contraente inadempiente, quando ciò sia ritenuto necessario o conveniente per conseguire la prestazione nel termine previsto dal contratto;
b) necessità di completare le prestazioni di un contratto in corso, ivi non previste, se non sia possibile imporne l’esecuzione nell’ambito del contratto medesimo sempre che il contratto principale sia di importo inferiore a centomila euro;
c) prestazioni periodiche di servizi, forniture, a seguito della scadenza dei relativi contratti, nelle more dello svolgimento delle ordinarie procedure di scelta del contraente,nella misura strettamente necessaria;
d) urgenza, determinata da eventi oggettivamente imprevedibili, al fine di scongiurare situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e salute pubblica, ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale.
ART.8
FORMA DEL CONTRATTO
Per i servizi o le forniture, di importo superiore a ventimila euro sarà stipulato il contratto nella forma pubblica amministrativa. I contratti di importo inferiore a ventimila euro sono conclusi mediante scrittura privata o sottoscrizione per accettazione dell’atto di affidamento o scambio di corrispondenza commerciale.
Al contratto dovranno essere allegati i seguenti documenti:

  • l'offerta della ditta;
  • il foglio condizioni esecutive o capitolato d'oneri comprendenti: le caratteristiche tecniche, le condizioni di esecuzione, i termini di ultimazione e l’eventuali penalità, modalità di pagamento;
  • la cauzione definitiva in conformità all'art. 30, comma 2, della Legge 109/94 integrata dalla Legge 415/98;

Qualora la controparte non adempia agli obblighi derivanti dal contratto l' Amministrazione può avvalersi degli strumenti di risoluzione del medesimo e del risarcimento del danno.
Nel caso di ritardo nelle consegne o nell'esecuzione del servizio saranno previste nel foglio condizioni esecutive le penali da applicare alla ditta inadempiente.

ART.9
VARIANTI
Qualora nel corso di esecuzione del contratto, occorra un aumento o una diminuzione nelle forniture o nei servizi, potrà essere richiesto all'appaltatore di assoggettarvisi, alle stesse condizioni e fino alla concorrenza del quinto del valore contrattuale, fermo restando il limite di importo per le spese in economia stabilito dalla legge, senza che l'Appaltatore possa trarne argomento per chiedere compensi non contemplati e prezzi diversi da quelli di contratto.

ART.10
VERIFICA DELLE PRESTAZIONI
I beni e i servizi di cui al presente provvedimento, relativi a spese di importo superiore a 20.000 euro sono sottoposti rispettivamente a collaudo o ad attestazione di regolare esecuzione entro trenta giorni dall'acquisizione.
Il collaudo non può essere effettuato da personale che abbia partecipato al procedimento di acquisizione dei beni e servizi.
Non si può procedere alla liquidazione o allo svincolo della cauzione senza il collaudo o l’attestazione di regolare esecuzione.
Per le spese di importo inferiore a 20.000 euro l’atto di liquidazione equivale a dichiarazione di regolarità dell’esecuzione della prestazione.

ART. 11
NORMA FINALE
Sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari vigenti in contrasto o incompatibili con quelle del presente regolamento.
Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni del codice dei contratti nonché gli altri regolamenti vigenti.
Approvato con delibera del Consiglio n. __ del __________ 2007

Statuto

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TITOLO I: LA COMUNITA' MONTANA

CAPO I: ELEMENTI COSTITUTIVI

ART. 1 Costituzione, denominazione e natura giuridica

1. Tra i Comuni montani di Altissimo, Brogliano, Chiampo, Crespadoro, Nogarole Vicentino, Recoaro Terme, San Pietro Mussolino, Valdagno e parzialmente montani di Cornedo Vicentino e Trissino, ricadenti nella zona omogenea N.17, così come definita dalla vigente normativa regionale in materia, è costituita la Comunità Montana Agno - Chiampo, Ente locale dotato di autonomia statutaria nell'ambito delle leggi statali e regionali.

ART. 2 Sede

1. La Comunità ha la propria sede legale in Valdagno.

ART. 3 Segni distintivi

1. La Comunità ha un proprio simbolo, allegato al presente Statuto ed approvato con apposita deliberazione che ne illustra le caratteristiche.

ART. 4 Finalità ed obiettivi

1. La Comunità Montana si propone la valorizzazione umana, sociale, culturale ed economica della propria zona attraverso una politica generale di riequilibrio e di sviluppo delle risorse attuali e potenziali della medesima e perseguendo i seguenti obiettivi:
a) la salvaguardia e il razionale assetto del territorio montano nonchè la tutela dell'ambiente;
b) la gestione ottimale dei servizi e degli interventi riferiti al territorio di competenza, da realizzarsi anche attraverso convenzioni tra Comunità Montane e Comuni con carattere di reciprocità in ragione delle strutture di cui sono dotati;
c) la promozione della unione dei Comuni nonché della fusione di tutti o parte dei Comuni associati;
d) la programmazione, nell'ambito della programmazione regionale e provinciale, delle infrastrutture e dei servizi civili idonei a consentire la base di un adeguato sviluppo economico, finalizzata anche a favorire la residenzialità;
e) la gestione associata di servizi comunali;
f) il sostegno alle iniziative di natura economica e produttiva rivolte alla incentivazione e valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio montano, nel quadro di una programmazione mirata degli obiettivi e degli interventi;
g) la partecipazione delle popolazioni montane al generale processo di sviluppo socio - economico della montagna, favorendone, in particolare, le condizioni di residenza, di sviluppo demografico e la crescita culturale, professionale ed economica.
h) il collegamento con i propri emigrati anche mediante l'adesione ad enti ed associazioni specifici.
2. La Comunità Montana si propone altresì di promuovere ed attuare ogni altra iniziativa per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi di cui al comma precedente.

TITOLO II: FUNZIONI

CAPO I: ATTRIBUZIONI

ART. 5 Funzioni di competenza

1 Oltre alle funzioni attribuite dalle leggi statali e regionali, nonchè agli interventi stabiliti dalle normative Comunitarie, spetta alla Comunità Montana:
a) esercitare ogni funzione strettamente connessa alla montagna attribuita con provvedimento regionale;
b) adottare il piano pluriennale di sviluppo socio - economico per la realizzazione di opere e interventi e i suoi aggiornamenti in armonia con la programmazione regionale provinciale;
c) adottare i programmi annuali operativi in esecuzione del piano di sviluppo socio - economico;
d) individuare gli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socio - economico, quali la promozione e la costituzione di aziende speciali, enti strumentali, società di capitali anche con partecipazione privata, consorzi, che possano concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di esecuzione del piano di sviluppo;
e) concorrere, anche attraverso le indicazioni del piano pluriennale di sviluppo, alla formazione del piano territoriale provinciale;
f) favorire il concorso dei Comuni associati e delle popolazioni alla predisposizione ed attuazione del piano pluriennale di sviluppo socio - economico della Comunità Montana nel quadro degli obiettivi stabiliti dalla Comunità economica europea, dallo Stato e dalla programmazione regionale;
g) attuare, con l'affidamento delle relative funzioni amministrative, gli interventi speciali per la montagna finalizzati ad ovviare agli svantaggi naturali e permanenti insiti nei territori montani, in modo da assicurare la permanenza e pari opportunità alle popolazioni residenti, dal punto di vista ambientale, civile, economico e sociale.
2. E' altresì affidato alla Comunità Montana, con le procedure individuate dall'art. 51, l'esercizio associato di funzioni proprie e di servizi nei settori di competenza, da parte dei Comuni compresi nella propria zona omogenea individuata all'Art. 2 della L.R.19/1992.
3. I Comuni di cui al comma 2 organizzano inoltre, a livello di Comunità Montana, l'esercizio di funzioni ad essi delegate.
4. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3, i Consigli comunali approvano un disciplinare sulla base di uno schema tipo, definito dalla Comunità Montana d'intesa con i Comuni interessati, che individua le funzioni, la durata dell'impegno, i rapporti finanziari, nonchè gli obblighi e le garanzie reciproche tra i Comuni e la Comunità Montana.
5. I Comuni di cui all'art. 2 della L.R. n.19/92, classificati parzialmente montani possono disporre che la delega alla Comunità Montana di funzioni proprie o delegate, anche quando le stesse vengono svolte in forma associata, si estenda, ai sensi dell'art. 4 della L. n.93/1981, anche alla parte del proprio territorio non classificata montana. I relativi rapporti di natura finanziaria, nel rispetto delle disposizioni di cui al citato art. 4 della L. n.93/81, sono regolati da apposita convenzione.
6. Per la gestione di servizi di livello provinciale o di area intercomunale che superino l'ambito territoriale della zona omogenea montana, la Comunità Montana può essere delegata, da tutti o parte dei propri Comuni, a far parte di Consorzi fra gli Enti locali costituiti ai sensi dell'art. 25 della L.142/1990, assorbendo le quote di partecipazione assegnate ai singoli Comuni aderenti. In tal caso il Presidente della Comunità Montana, o suo delegato, far parte dell'assemblea del Consorzio in rappresentanza dei Comuni deleganti.

ART. 6 Attribuzioni di delega

1. La Comunità Montana può essere destinataria di funzioni amministrative delegate dalla Regione con leggi regionali di settore e con particolare riferimento ai settori primario, economico - sociale, culturale, all'ambiente ed al territorio.
2. Può altresì risultare destinataria di funzioni proprie e/o delegate dei Comuni associati e della Provincia per delega attribuita dai medesimi, sulla base di un disciplinare approvato con deliberazione apposita dai rispettivi Consigli contenente modi, termini, oggetto, procedure e copertura finanziaria nonché le garanzie specifiche relative allo svolgimento della delega previo protocollo d'intesa con la Comunità Montana.

CAPO II: ORGANISMI CONSULTIVI

ART. 7 Conferenza dei Sindaci

1. E' istituita, presso la Comunità Montana, la "Conferenza dei Sindaci", organismo consultivo, composto dal Presidente della Comunità Montana e dai Sindaci dei Comuni associati.
2. La "Conferenza" è convocata e presieduta dal Presidente della Comunità Montana.
3. La Conferenza dei Sindaci esprime pareri obbligatori sulle seguenti funzioni:
a) esercizio di servizi a carattere sovracomunale qualora la spesa sia a totale o parziale carico dei Comuni interessati;
b) piano pluriennale di sviluppo socio - economico;
c) definizione dei protocolli d'intesa.
4. La Conferenza può esprimere pareri anche su altre materie sottoposte al suo esame.

TITOLO III: GLI ORGANI ELETTIVI

ART. 8 Organi elettivi della Comunità Montana

1. Sono organi della Comunità Montana il Consiglio, la Giunta, il Presidente.
2. Detti Organi si impegnano:
a) a realizzare, nell’esclusivo interesse delle popolazioni rappresentate, la più ampia coesione e convergenza di intenti sul primario obiettivo dello sviluppo sociale ed economico della montagna, con particolare riguardo alle zone più svantaggiate;    b) favorire il permanere di un dialogo costruttivo e di una serena collaborazione tra le due vallate dell’Agno e del Chiampo, garantendo l’alternanza nella Presidenza della Comunità Montana ed una rappresentanza paritaria nella Giunta.

CAPO I: IL CONSIGLIO

ART. 9 Definizione

1. Il Consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico - amministrativo della Comunità Montana.
2. Il Consiglio si riunisce di norma nella Sala Consiliare della Comunità Montana.
3. Qualora la Giunta lo ritenga opportuno, il Consiglio si può riunire in una delle sedi comunali dei Comuni che la costituiscono.

ART. 10 Elezione, composizione e durata in carica

1. Il Consiglio della Comunità Montana è composto da Consiglieri Comunali eletti con le modalità previste dalla normativa in materia.
2. La durata in carica dei Consiglieri è regolata dalla legge.
3. Il Consiglio dura in carica sino alla costituzione del nuovo, limitandosi, dopo la scadenza della maggioranza dei Consigli comunali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

ART. 11 Attribuzioni

1. Al Consiglio competono i provvedimenti di carattere generale che rientrano negli scopi Comunitari, e precisamente:
– adotta ed approva lo Statuto e le sue integrazioni e modificazioni;
– approva i regolamenti e l'Ordinamento degli uffici e dei Servizi;
– elegge il Presidente, la Giunta ed il revisore dei conti e i componenti le commissioni consiliari;
– adotta il piano pluriennale di sviluppo nonchè le sue eventuali modifiche e/o integrazioni;
– approva i programmi annuali operativi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche, i bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, i conti consuntivi;
– approva la pianta organica e le relative variazioni;
– approva la definizione e la disciplina degli istituti di cooperazione e partecipazione;
– approva la contrazione di mutui, l'emissione di prestiti obbligazionari, la costituzione e la partecipazione a società di capitali;
– provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei propri rappresentanti presso Enti, nel caso in cui sia d'obbligo la rappresentanza della minoranza.

ART. 12 Revoca di rappresentanti

1. Il Consiglio può revocare i propri rappresentanti nominati presso Enti, aziende ed Istituzioni qualora essi non partecipino, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive dell'organismo presso cui sono eletti, ove ciò non contrasti con quanto previsto dai rispettivi statuti.

ART. 13 Prima adunanza - Consigliere Anziano

1. La prima adunanza del nuovo Consiglio avviene su convocazione e sotto la presidenza del Consigliere anziano, intendendosi per tale il Consigliere maggiore di età
2. Detta adunanza va convocata nel termine di 30 giorni dalla data di ricevimento dell'ultima delibera esecutiva di nomina, pervenuta al protocollo della Comunità, con avvisi da notificarsi almeno 5 giorni prima della seduta con raccomandata con ricevuta di ritorno.
3. Essa è riservata alla convalida degli stessi, nonchè all'elezione del Presidente e degli Assessori.
4. La seduta è pubblica e ad essa possono partecipare anche i Consiglieri per i quali si discutono le cause ostative alla convalida.
5. Tanto per la convalida degli eletti, quanto per l'elezione del Presidente e degli Assessori, si procede con votazione palese.

ART. 14 Funzionamento

1. Il Consiglio è convocato in via ordinaria dal Presidente, cui compete fissare il giorno della seduta, a mezzo raccomandata A.R. da spedirsi almeno 5 giorni prima dell'adunanza o con inviti consegnati ai Consiglieri negli stessi termini.
2. La consegna deve risultare da dichiarazione scritta rilasciata al dipendente o dalla ricevuta di ritorno della raccomandata.
3. Il Consiglio è convocato in seduta straordinaria su richiesta di un quinto dei Consiglieri in carica.
4. In tali casi l'adunanza deve aver luogo entro 20 giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta.
5. Nei casi d'urgenza è necessario che l'avviso di convocazione col relativo ordine del giorno sia consegnato o comunicato telegraficamente almeno 24 ore prima ma in questo caso, se la maggioranza dei Consiglieri presenti lo richiede, ogni deliberazione può essere rinviata al giorno seguente.
6. Altrettanto resta stabilito per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri già iscritti all'ordine del giorno di una determinata seduta.
7. Il Consiglio non può deliberare se non interviene la metà del numero dei Consiglieri assegnati; nella seconda convocazione, che avrà luogo in altro giorno, le deliberazioni sono valide purchè‚ intervengano almeno 4 membri. Restano esclusi i casi in cui sia prevista una maggioranza qualificata.
8. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio.
9. Alle sedute del Consiglio può partecipare l'eventuale Assessore esterno componente della Giunta che però non concorre a determinare la validità dell'adunanza. Egli può intervenire nelle sedute del Consiglio, svolgere la relazione introduttiva sulle proposte di deliberazione di sua competenza, partecipare alla discussione, ma non ha diritto di voto.
10. Le deliberazioni consiliari vengono assunte di norma con votazione in forma palese, salvo le specifiche diverse disposizioni di legge, del presente statuto e regolamentari.

ART. 15 Ordine del giorno e consegna

1. L'elenco degli oggetti da trattare nelle sedute del Consiglio è stabilito dal Presidente salvo nel caso di convocazione straordinaria, nel quale la determinazione degli argomenti da discutere avviene su indicazione dei Consiglieri che hanno promosso la seduta.
2. L'avviso di convocazione con l'allegato ordine del giorno deve essere pubblicato all'Albo della Comunità Montana e inviato ai Comuni che ne fanno parte e trasmesso al domicilio dei Consiglieri nei termini di cui al precedente articolo.

ART. 16 Numero legale e verbalizzazione delle sedute

1. Nessuna deliberazione Š validamente adottata dal Consiglio se non risulta approvata dalla maggioranza dei votanti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza qualificata.
2. Dal numero dei votanti, pur concorrendo a determinare la validità dell'adunanza, debbono essere esclusi i Consiglieri che prima della votazione dichiarino la propria astensione o la non partecipazione al voto.
3. Non concorrono invece a determinare il numero legale per la validità dell'adunanza i Consiglieri tenuti ad astenersi ai sensi di legge e ad allontanarsi dall'aula.
4. Per le deliberazioni di nomina, che richiedono la scelta di uno o più nominativi risultano eletti i Consiglieri che ottengono maggior numero di voti, esclusi i casi in cui sia prevista la nomina di rappresentanti della minoranza che provvede alla preventiva proposta nominativa o l'elezione sia prevista con voto limitato. In caso di parità, è eletto il più anziano di età.
5. Di ogni seduta del Consiglio sono redatti a cura del Segretario della Comunità Montana i verbali delle deliberazioni assunte. I verbali sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 17 Commissioni Consiliari

1. Per il miglior esercizio delle sue funzioni il Consiglio può avvalersi di Commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.
2. Le Commissioni, distinte in permanenti e temporanee, saranno disciplinate nei poteri, nell'organizzazione e nelle forme di pubblicità dei lavori, da apposito Regolamento.

CAPO II: LA GIUNTA

ART. 18 Definizione

1. La Giunta è l'organo di governo della Comunità è Montana ed i componenti vengono chiamati assessori.

ART. 19 Elezione, composizione

1. La Giunta, assieme al Presidente, è eletta dal Consiglio alla prima seduta e subito dopo la convalida degli eletti.
2. Tale elezione deve avvenire comunque entro sessanta giorni dalla designazione o dalla surroga, da parte della maggioranza dei Comuni associati, dei propri rappresentanti.
3. L'elezione avviene sulla base di un documento programmatico, sottoscritto da almeno 1/3 dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana, contenente la lista dei candidati alle cariche di Presidente e di Assessore ed a seguito di un dibattito sulle dichiarazioni rese dal candidato alla carica di Presidente.
4. L'elezione avviene a scrutinio palese a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. A tal fine vengono indette tre successive votazioni, da tenersi in distinte sedute entro il termine di cui al precedente comma 2 e, qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza predetta ne viene informato il Prefetto e il Comitato regionale di controllo per quanto di competenza.
5. La Giunta entra in carica non appena la deliberazione di nomina sia divenuta esecutiva a norma di legge.
6. La Giunta è composta dal Presidente e da sei Assessori che possono essere eletti anche tra i cittadini residenti, in ciascuno dei Comuni associati, non facenti parte del Consiglio o dei Consigli Comunali, purchè‚ in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale e di riconosciute doti di professionalità e/o esperienza amministrativa da evidenziare all'atto della presentazione del documento programmatico.

ART. 20 Mozione di sfiducia

1. La Giunta risponde del proprio operato dinanzi al Consiglio. Il Presidente e la Giunta cessano contemporaneamente dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana.
2. La mozione deve essere sottoscritta da almeno 1/3 dei Consiglieri e può essere proposta solo nei confronti dell'intera Giunta. Deve contenere la proposta di nuove linee politico - amministrative, di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta in conformità a quanto previsto nei commi precedenti.
3. La mozione viene messa in discussione non prima di cinque giorni e non oltre dieci giorni dalla sua presentazione.
4. Detta mozione deve essere consegnata ai singoli componenti la Giunta entro cinque giorni dalla sua presentazione.
5. Se il Presidente non procede alla convocazione del Consiglio nei termini di cui sopra, vi provvede il Consigliere più anziano d'età, cui spetta in tal caso presiedere la seduta.
6. Il Presidente e gli Assessori intervengono ai lavori della seduta, che si svolge in forma pubblica, partecipando alla discussione e, per gli Assessori aventi diritto, alla votazione.
7. L'approvazione della mozione di sfiducia comporta la proclamazione del nuovo esecutivo proposto.
8. Il voto del Consiglio contrario ad una proposta della Giunta non ne comporta le dimissioni.

ART. 21 Vice Presidente

1. Il Vice Presidente è colui che nella lista unica proposta per l'elezione della Giunta segue immediatamente il Presidente.

ART. 22 Revoca degli Assessori

1. Ogni Assessore può essere revocato con deliberazione del Consiglio, su proposta motivata e scritta del Presidente.
2. La deliberazione di revoca può riguardare anche più Assessori, ma non più della metà dei componenti la Giunta.
3. La seduta del Consiglio, da tenersi in forma pubblica, non può aver luogo prima che siano state esaminate le giustificazioni addotte dall'interessato, purchè‚ pervenute entro dieci giorni dalla consegna della proposta, ovvero prima che sia inutilmente decorso detto termine.
4. La deliberazione di revoca, per essere validamente adottata deve essere votata per appello nominale ed approvata dalla maggioranza dei Consiglieri assegnati previa conoscenza dell'eventuale giustificazione prodotta.
5. Per la surrogazione degli Assessori revocati si applicano le disposizioni dell'art. 24 del presente Statuto.

ART. 23 Cause di ineleggibilità e incompatibilità

1. Le cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente e di Assessore sono stabilite dalla legge e dal presente Statuto.
2. Non possono far parte contemporaneamente della Giunta ascendenti e discendenti, fratelli e sorelle, coniugi, affini di primo e secondo grado.

ART. 24 Durata in carica e surrogazione

1. Il Presidente e la Giunta rimangono in carica fino al momento della sostituzione da parte dei nuovi eletti.
2. In caso di morte, di decadenza o di rimozione del Presidente, le funzioni vengono provvisoriamente assunte dal Vice Presidente, mentre il Consigliere anziano provvede a convocare il Consiglio, per il rinnovo integrale della Giunta ai sensi del precedente art. 19, entro trenta giorni dall'evento o, nel caso di perdita della carica di Consigliere, entro trenta giorni dalla comunicazione della deliberazione esecutiva della sostituzione dell'interessato con altro componente del Consiglio Comunale di provenienza.
3. Nel caso di impedimento temporaneo del Presidente, le funzioni vengono assunte dal Vice Presidente, ovvero, essendo anche questi eventualmente impedito dall'assessore più anziano d'et… non impedito.
4. Nel caso di impedimento di tutti i componenti della Giunta, le funzioni saranno assunte da un Consigliere all'uopo delegato.

ART. 25 Competenze

1. Alla Giunta spetta una generale competenza amministrativa, su ogni atto che, dalla legge e dal presente statuto, non sia riservato al Consiglio, al Presidente, al Segretario o ai Dirigenti.

ART. 26 Funzionamento

1. La Giunta si riunisce su convocazione del Presidente ogni qualvolta si renda necessario o il Presidente lo giudichi opportuno.
2. La Giunta è presieduta dal Presidente e in sua assenza dal Vice Presidente ed è validamente riunita quando sia presente la maggioranza dei suoi componenti.
3. La Giunta delibera a maggioranza semplice dei componenti presenti alla riunione.
4. Le adunanze della Giunta non sono pubbliche e possono partecipare alle sedute senza diritto di voto esperti e tecnici invitati dal Presidente a riferire su particolari problemi.
5. Di ogni seduta di Giunta sono redatti a cura del Segretario della Comunità Montana i verbali delle deliberazioni assunte. I verbali sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 27 Decadenza

1. La Giunta decade:
a) nel caso di approvazione da parte del Consiglio della mozione di sfiducia;
b) nel caso di dimissioni del Presidente o di oltre la metà dei propri Assessori e la decadenza ha effetto dalla elezione della nuova Giunta nei termini di cui al precedente art. 20.
2. I singoli componenti possono altresì decadere:
a) per il verificarsi di uno degli impedimenti, delle incompatibilità o delle incapacità contemplate dalla legge e dal presente Statuto;
b) per il mancato intervento a 3 sedute consecutive senza giustificato motivo.
3. La decadenza dei singoli Assessori è pronunciata dal Consiglio.

ART. 28 Dimissioni

1. L'assessore cessa dalla carica in caso di dimissioni. Esse sono presentate al Presidente che ne informa il Consiglio affinchè‚ provveda alla elezione di un nuovo assessore, entro sessanta giorni dalla loro presentazione.
2. Le dimissioni sono efficaci ed irrevocabili fin dal momento della loro presentazione.
3. Nel caso di dimissioni di oltre la metà degli assessori, l'intera Giunta decade e il Consiglio procede alla elezione di un nuovo Presidente e della nuova Giunta, entro sessanta giorni dalla presentazione di dette dimissioni

CAPO III: IL PRESIDENTE

ART. 29 Definizione

1. Il Presidente è il rappresentante legale della Comunità Montana.
2. Sovraintende alla direzione unitaria, politica ed amministrativa dell'Ente e ne coordina l'attività.

ART. 30 Elezione e durata in carica

1. L'elezione e la durata in carica del Presidente osservano le stesse modalità previste dal precedente art. 19 per l'elezione della Giunta.

ART. 31 Attribuzioni

1. Il Presidente rappresenta legalmente la Comunità Montana, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta e dispone sui seguenti aspetti relativi all'amministrazione dell'Ente:
– sovrintende all'attività amministrativa e politica;
– ha la rappresentanza generale dell'Ente ed, in assenza del Segretario e dei dirigenti, può stare in giudizio nei procedimenti giurisdizionali o amministrativi come attore o convenuto e stipulare i contratti;
– impartisce direttive generali al Segretario in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
– verifica la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite;
– periodicamente e comunque ogni anno entro sessanta giorni dall'approvazione del bilancio, anche sulla base delle proposte del Segretario:
a) definisce gli obiettivi e i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione;
b) assegna al Segretario una quota parte del bilancio dell'amministrazione, commisurata alle risorse finanziarie, riferibili ai procedimenti o subprocedimenti attribuiti alla responsabilità dell'ufficio e agli oneri per il personale e per le risorse strumentali allo stesso assegnati;
– coordina e stimola l'attività della Giunta;
– nomina rappresentanti della Comunità Montana, presso aziende e istituzioni, quando il Consiglio non provvede entro il termine di quarantacinque giorni dalla scadenza del precedente incarico, sentiti i capigruppo consiliari;
– promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti alla Comunità, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta;
– promuove, tramite il Segretario, indagini e verifiche amministrative sull'intera attività della Comunità;
– ha facoltà di attribuire a singoli assessori compiti di impulso e proposta in relazione a specifici settori di intervento della Comunità;
– promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
– vieta con atto motivato e per il tempo strettamente necessario l'esibizione di atti dell'Amministrazione secondo le vigenti norme regolamentari;
– propone le materie da trattare nelle sedute del Consiglio;
– convoca e presiede la conferenza dei capi - gruppo consiliari, potendo intervenire alle sedute delle commissioni consiliari, secondo la disciplina regolamentare;
– conclude accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale da adottare al termine di un procedimento amministrativo svoltosi in contraddittorio con soggetti privati;
– riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio;
– adotta tutti gli altri provvedimenti di natura discrezionale e non collegiale che lo Statuto non abbia espressamente demandato alla competenza del segretario o dei dirigenti.

ART. 32 Sostituzione

1. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le funzioni spettanti a quest'ultimo vengono svolte dal Vice Presidente.

ART. 33 Decadenza

1. Il Presidente decade nei seguenti casi:
a) per condanna penale, ai sensi di legge, con sentenza divenuta irrevocabile;
b) per la perdita della qualità di Consigliere;
c) per sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla Legge;
d) per dimissione di oltre la metà degli Assessori componenti la Giunta;
e) per approvazione della mozione di sfiducia di cui all'art.20.

ART. 34 Dimissioni

1. Le dimissioni sono consegnate al Segretario che, previa loro protocollazione, provvede a informarne immediatamente i consiglieri.
2. Esse comportano la decadenza della Giunta.
3. Entro sessanta giorni dalla loro presentazione, il Consiglio procede alla elezione di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta.
4. Trascorsi sessanta giorni dalla presentazione delle dimissioni senza che il Consiglio provveda a sensi del precedente comma 3, ne viene informato il Prefetto e il Comitato regionale di controllo per quanto di competenza.

CAPO IV: I CONSIGLIERI

ART. 35 Funzioni

1. I Consiglieri hanno diritto di iniziativa e di controllo su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio e della Giunta secondo i modi e le forme stabiliti rispettivamente dai regolamenti e dalla legge. In particolare, nell'ambito delle funzioni di controllo assegnate al Consiglio, un terzo dei Consiglieri può chiedere che le deliberazioni adottate dalla Giunta siano sottoposti a controllo di legittimità da parte dell'Organo di Controllo nei limiti delle illegittimità denunciate per le sottoindicate materie, presentando istanza presso la Segreteria nel termine di 10 giorni previsto dalla legge:
a) acquisti, alienazioni, appalti ed in generale tutti i contratti;
b) contributi, indennità, compensi, rimborsi ed esenzioni ad amministratori, a dipendenti o a terzi;
c) assunzioni, stato giuridico e trattamento economico del personale.
2. Hanno il diritto di presentare mozioni, interrogazioni ed interpellanze secondo i modi e le forme stabiliti dal regolamento.
3. I Capigruppo consiliari, cosi' come individuati in seno ai rispettivi gruppi, esprimono il proprio parere al Presidente sulle nomine di rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni operanti nell'ambito della Comunità Montana, effettuate dallo stesso quando il Consiglio non provvede.
4. Per l'espletamento del proprio mandato i Consiglieri con le modalità previste dal Regolamento hanno diritto di ottenere dagli Uffici della Comunità Montana, nonchè dalle Aziende ed Enti dipendenti dalla medesima, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso.
5. I Consiglieri possono volontariamente astenersi dal votare tutte le volte che lo reputino opportuno.

ART. 36 Gruppi Consiliari

1. I Consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari e potranno avvalersi degli uffici e delle strutture dell'Ente per lo svolgimento della propria attività a norma di regolamento.
2. I Capigruppo consiliari, così come individuati in seno ai rispettivi gruppi, esprimono il proprio parere al Presidente sui documenti programmatici e finanziari all'esame del Consiglio, nel corso di un'apposita riunione. I Capigruppo esprimono inoltre il proprio parere sulle nomine di rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed istituzioni operanti nell'ambito della Comunità, effettuata dallo stesso quando il Consiglio non provvede.
3. I singoli Consiglieri che non si riconoscono nei gruppi consiliari coincidenti con le formazioni partitiche, possono costituirsi in gruppo misto.

ART. 37 Dimissioni

1. Le dimissioni consistono in una dichiarazione scritta del Consigliere di rinunciare alla carica, indirizzata al Presidente.
2. Le dimissioni sono efficaci ed irrevocabili fin dal momento della loro presentazione.

ART. 38 Ineleggibilità, incompatibilità, decadenza dei Consiglieri

1. Non possono essere eletti Consiglieri della Comunità Montana e se eletti vengono dichiarati decaduti:
a) coloro che hanno liti pendenti con la Comunità;
b) coloro che hanno in appalto lavori e forniture per la Comunità
2. I Consiglieri decadono inoltre, quando successivamente alla nomina, sopravvenga una delle cause previste dal comma precedente o non partecipino a tre sedute consecutive del Consiglio senza giustificato motivo.
3. La decadenza è pronunciata con effetto immediato dal Consiglio della Comunità previa comunicazione dei motivi all'interessato.
4. La cessazione del mandato di Consigliere Comunale comporta la decadenza della carica di Consigliere della Comunità
5. La cessazione della carica di Consigliere della Comunità comporta la perdita delle altre cariche in seno alla Comunità

TITOLO IV: GLI ORGANI BUROCRATICI

CAPO I: SEGRETARIO

Art. 39 Definizione.

1. Il Segretario è il più elevato organo burocratico della Comunità Montana.

ART. 40 Attribuzioni

1. Il Segretario, nel rispetto delle linee programmatiche ed economiche, delle scelte e degli indirizzi amministrativi, seguendo le indicazioni del Presidente e degli Organi Collegiali, nonché esercitando la propria autonoma capacità gestionale sovraintende l'attività degli uffici dell'area amministrativa e coordina l'attività dei dirigenti, cura l'istruttoria e l'assunzione dei provvedimenti deliberativi, partecipa alle riunioni della Giunta e del Consiglio.
2. Esercita la propria responsabilità funzionale sia a livello generale che di specifico programma e/o progetto con autonoma capacità di scelta metodologica e procedurale. Adotta atti interni di carattere istituzionale ed organizzativo - gestionale o anche generali ed a rilevanza esterna sia negoziali che a contenuto vincolato, cosi' come di seguito indicati:
a) partecipazione alla definizione degli strumenti di programmazione socio - economica e finanziari dell'Ente;
b) elaborazione di proposte e dei relativi aspetti procedurali e finanziari;
c) organizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi specifici;
d) determina, informando le organizzazioni sindacali, i criteri generali di organizzazione degli uffici, secondo la disciplina in materia e le direttive del Presidente, definedo in particolare l'orario di servizio e l'orario di apertura al pubblico e l'articolazione dell'orario contrattuale di lavoro, previo eventuale esame con le OO.SS. secondo le modalità in vigore per legge;
e) adotta gli atti di gestione del personale e provvede all'attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi;
f) coordina le attività dei responsabili dei procedimenti individuati in base alla legge 7.8.1990, n. 241;
g) richiede direttamente pareri agli organi consultivi dell'Amministrazione e fornisce risposta ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di competenza;
h) formazione, istruzione ed attuazione delle proposte deliberative e dei provvedimenti di competenza degli organi collegiali anche con la collaborazione del dirigente e/o dei responsabili dei servizi interessati;
i) svolgimento di autonoma e richiesta funzione consultiva a favore degli organi elettivi, anche attraverso la partecipazione a commissioni di studio o di lavoro interne all'Ente e, con l'autorizzazione della Giunta esterne allo stesso;
l) ricezione delle dimissioni del Presidente, delle designazioni dei capigruppo consiliari e delle richieste di trasmissione all'organo di controllo delle deliberazioni della Giunta;
m) rilascio di documenti, notizie e permessi d'accesso alle strutture a cittadini e consiglieri nell'ambito del principio del diritto di accesso di informazione e di trasparenza secondo le modalità previste dal regolamento;
n) predisposizione, in collaborazione con i responsabili di area interessati, dei progetti preordinati all'incentivazione del personale e concorso alla determinazione degli indicatori di efficienza ed efficacia per la verifica dei risultati;
o) adozione di atti relativi all'ordinazione e liquidazione dei beni, servizi, compensi ed indennità al personale, secondo le norme regolamentari, nonchè sottoscrizione di mandati di pagamento e di reversali di incasso;
p) rogito di contratti e atti nell'esclusivo interesse della Comunità

ART. 41 Responsabilità

1. Il Segretario generale esprime il parere obbligatorio su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta ed al Consiglio, sotto il profilo della legittimità
2. In relazione alle sue competenze esprime anche il parere, in ordine alla regolarità tecnica e contabile, in caso di assenza o impedimento del dirigente o del responsabile del servizio interessato o della ragioneria.
3. Il Segretario è responsabile della correttezza amministrativa e dell'efficienza della gestione in relazione alla generale azione burocratica dell'Ente attraverso il coordinamento dei dirigenti e dei responsabili dei servizi interessati, nonché direttamente responsabile per le iniziative ed i compiti affidategli, e unitamente ai dirigenti ed ai responsabili di servizio, degli atti e delle procedure attuative delle deliberazioni di cui al precedente 1ø comma.
4. E' responsabile del risultato dell'attività svolta dagli uffici, al quale è preposto, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidategli, della gestione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali assegnategli. All'inizio di ogni anno presenta al Presidente una relazione dell'attività
propria e dei dirigenti svolta nell'anno precedente.
5. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di responsabilità penale, civile, amministrativa contabile e disciplinare prevista per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche.

ART. 42 Vice Segretario

1. La Comunità Montana può istituire l'Ufficio di Vicesegretario.
2. Il Vicesegretario svolge funzioni vicarie e di ausilio al Segretario, affiancandolo nello svolgimento della generale e particolare attività amministrativa affidatagli sostituendolo nei casi di assenza o impedimento e subentrando nei periodi di sede vacante.
3. Lo status giuridico ed economico del Vicesegretario è disciplinato dall'apposito regolamento organico dell'Ente nonchè dal regolamento sull'organizzazione ed il funzionamento degli uffici e servizi ove vengono anche precisate le particolari responsabilità gestionali attribuite al medesimo.

CAPO II: DIRIGENTE DELL'UFFICIO DI PIANO E DEI SERVIZI TECNICI.

ART. 43 Definizione.

1. Il Dirigente dell'Ufficio di Piano e dei servizi tecnici è il responsabile dell'area tecnico - programmatoria della Comunità Montana.

ART.44 Attribuzioni.

1. Il Dirigente dell'Ufficio di Piano è preposto alla direzione degli uffici e dei servizi di competenza, con tutti i compiti connessi e relativi che comprendono anche l'adozione di atti impegnativi verso l'esterno per l'Amministrazione, purchè‚ non riservati agli Organi elettivi o al Segretario.
2. In particolare gli spetta:
a) la presidenza delle Commissioni di gara e di concorso, la responsabilità sulle procedure di appalto e di concorso, nonché la stipulazione dei contratti;
b) la direzione e il coordinamento dei sistemi informatici statistici e del relativo personale;
c) l'esercizio dei poteri di spesa, per quanto di competenza nonchè dei poteri di gestione inerenti alla realizzazione dei progetti approvati dall'Ente;
d) la verifica periodica del carico di lavoro e della produttività dei propri uffici, previo eventuale esame con le Organizzazioni Sindacali, secondo le vigenti modalità in materia, la verifica sulle stesse materie riferite ad ogni singolo dipendente e l'adozione delle iniziative nei confronti del personale, ivi compreso in caso di insufficiente rendimento o per situazione di esubero, le iniziative per il trasferimento ad altro ufficio o il collocamento in mobilità;
e) l'attribuzione di trattamenti economici accessori per quanto di competenza, nel rispetto dei contratti collettivi;
f) l'individuazione in base alla legge 7.8.1990, n. 241, dei responsabili dei procedimenti che fanno capo all'ufficio e la verifica, anche richiesta da terzi interessati, del rispetto dei termini e degli altri adempimenti;
g) le risposte ai rilievi degli organi di controllo sugli atti di propria competenza.
h) collabora con l'Amministrazione nell'individuare ed analizzare i problemi presenti nel territorio, nell'economia, nella società e formula proposte di interventi risolutivi;
i) elabora studi, pareri, proposte, schemi di provvedimenti amministrativi e regolamentari nelle materie dell'area tecnica;
l) emana gli atti a rilevanza esterna previsti dai regolamenti;
m) rilascia certificazioni ed attestazioni in merito a stati di fatto desumibili da delibere o da leggi.

ART. 45 Responsabilità.

1. Il dirigente è responsabile dell'espletamento delle funzioni ad esso attribuite, nonchè del buon andamento e dell'imparzialità dell'intera organizzazione operativa a cui Š preposto.
2. In relazione alle sue competenze esprime il parere di regolarità tecnica sulle proposte deliberative che la richiedono.
3. E' responsabile del risultato dell'attività svolta dagli uffici al quale è preposto, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidatigli, della gestione del personale e delle generali risorse finanziarie e strumentali assegnategli.
4. Restano ferme le disposizioni vigenti in materia di responsabilità penale, civile, amministrativa contabile e disciplinare prevista per i dipendenti delle Amministrazioni Pubbliche.

TITOLO V: UFFICI E SERVIZI

CAPO I: UFFICI

ART. 46 Organizzazione strutturale.

1. La struttura organizzativa dell'Ente si articola in relazione alle esigenze funzionali e gestionali derivanti dall'espletamento dell'attività istituzionale nonchè in relazione alle proprie dimensioni.
2. L'organizzazione inerente la suddetta articolazione verrà disciplinata da apposito regolamento in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo principi di professionalità e responsabilità

ART. 47 Personale della Comunità Montana.

1. Il personale della Comunità Montana è disciplinato, secondo la legislazione e la normativa in materia, da apposito regolamento comprendente la pianta organica e le norme sul trattamento giuridico ed economico.
2. Nell'espletamento delle proprie funzioni la Comunità Montana può utilizzare personale comandato o trasferito da Comuni, Province e Regione, nonchè avvalersi degli uffici degli Enti pubblici operanti nel territorio.

CAPO II: INCARICHI E PROFESSIONALITA' SPECIFICHE

ART. 48 Contratti a tempo determinato di diritto pubblico

1. Per la copertura dei posti di qualifica dirigenziale, di responsabile dei servizi o degli uffici, temporaneamente vacanti in pianta organica, si potrà procedere mediante contratto di diritto pubblico.
2. Gli incaricati dovranno comunque possedere i requisiti richiesti per l'accesso alla qualifica da ricoprire.
3. Con deliberazione di Giunta si provvederà alla determinazione dei tempi, modi e costi del disciplinare d'incarico.

ART. 49 Contratti a tempo determinato di diritto privato

1. Qualora per motivi eccezionali non fosse opportuno o possibile il ricorso ai contratti a tempo determinato di diritto pubblico per lo svolgimento delle mansioni attribuibili alle qualifiche funzionali temporaneamente vacanti nella pianta organica dell'Ente, con deliberazione motivata della Giunta si potrà procedere alla definizione di contratti a tempo determinato di diritto privato, fissando tempi, modi e costi del disciplinare d'incarico.
2. L'incaricato dovrà comunque risultare in possesso dei requisiti della qualifica da ricoprire.

ART. 50 Specifiche professionalità

1. Per la definizione e la realizzazione di particolari e specifici obiettivi ad alto contenuto di professionalità e per i quali non risulti possibile provvedere attraverso le proprie strutture, relativamente alla direzione ed assistenza tecnica dei servizi relativi alla gestione del territorio, alle azioni in campo economico alle attività sociali e culturali, alla statistica ed alla informatizzazione, l'Amministrazione potrà rivolgersi a collaboratori esterni.
2. Nella programmazione degli interventi e delle iniziative si dovranno preventivamente individuare, ove possibile, gli obiettivi da affidare alle collaborazioni esterne, predeterminandone tempi, costi, soggetti e procedure.
3. La Giunta procederà quindi con proprio atto deliberativo al perfezionamento di apposite convenzioni con i collaboratori incaricati.

CAPO III: SERVIZI

ART. 51Rapporti con i Comuni associati

1. La Comunità Montana assume l'organizzazione e la gestione di servizi ad essa attribuiti per delega dai Comuni associati secondo le modalità di cui all'art. 52.
2. L'affidamento di ciascun servizio da parte delle amministrazioni comunali interessate deve avvenire con deliberazione del rispettivo Consiglio Comunale sulla base di apposito disciplinare, previo protocollo d'intesa con la Comunità Montana che preciserà tempi, modi, costi e copertura finanziaria della gestione delegata.

ART. 52 Modalità di assunzione e svolgimento

1. La Comunità Montana provvederà all'assunzione ed allo svolgimento dei servizi comunali delegati secondo i modi e le forme previsti dall'art. 22 della L. 142/90 ed eventuali successive disposizioni di legge.

TITOLO VI: ATTIVITA' PROGRAMMATORIA

CAPO I: ATTIVITA' PROGRAMMATORIE

ART. 53 Piano pluriennale

1. Il Piano pluriennale costituisce il documento programmatico di opere ed interventi nel territorio di competenza della Comunità Montana, attraverso il quale vengono individuati gli strumenti idonei al perseguimento degli obiettivi di sviluppo socio - economico, da elaborarsi in armonia con le linee di programmazione provinciale e regionale.
2. A tale scopo il Piano pluriennale di sviluppo deve contenere:
a) gli obiettivi fondamentali che la Comunità Montana intende perseguire e i mezzi per l'attuazione;
b) l'individuazione, per ogni settore, del tipo di interventi e del presumibile costo degli investimenti.
3. Il Piano pluriennale ha durata triennale e le sue indicazioni debbono trovare riscontro operativo nel bilancio pluriennale dell'Ente. Esso può sviluppare i propri effetti sull'intero territorio dei Comuni associati ancorchè‚ classificati parzialmente montani.

ART. 54 Formazione ed approvazione

1. Il Piano pluriennale di sviluppo socio - economico è predisposto nella fase progettuale a cura della Giunta.
2. La Giunta, in sede di formazione del piano, attiva forme di consultazione con i Comuni, associazioni, enti e soggetti socio - economici presenti nel proprio territorio.
3. Il Piano Pluriennale viene adottato dal Consiglio con apposita deliberazione e quindi pubblicato al proprio Albo ed a quello di ciascuno dei Comuni associati. Entro 30 giorni dalla pubblicazione chiunque abbia interesse può presentare osservazioni ed opposizioni. Il Consiglio, esaminate le osservazioni e le opposizioni, trasmette il Piano con le proprie eventuali controdeduzioni alla Provincia che lo approva o lo restituisce entro 60 giorni dal ricevimento. Trascorso tale termine il Piano si intende approvato.
4. Il Piano pluriennale approvato e divenuto esecutivo viene trasmesso alla Giunta Regionale e suo tramite, alla Conferenza Permanente per la Programmazione nelle aree montane.

ART. 55 Variazioni ed aggiornamento

1. Qualora il Consiglio stabilisca di apportare delle variazioni o procedere all'aggiornamento del Piano Pluriennale, per esigenze legate alla ridefinizione degli obiettivi programmatici, adotterà lo stesso procedimento di cui all'articolo precedente, ma con i termini ridotti alla metà.

ART. 56 Programma annuale operativo

1. Il Piano pluriennale di sviluppo socio economico è attuato a mezzo di programmi annuali operativi che devono contenere le opere e gli interventi da eseguirsi, gli oneri di spesa, nonchè la relativa copertura, trovando riscontro operativo nei corrispondenti bilanci d'esercizio.
2. Il Programma annuale operativo viene approvato dal Consiglio in conformità al Piano pluriennale di cui al precedente art. 53 e trasmesso alla Provincia.
3. Approvato e divenuto esecutivo il programma annuale è trasmesso alla Giunta Regionale e suo tramite, alla Conferenza Permanente per la programmazione nelle aree montane.

TITOLO VII: COOPERAZIONE

CAPO I: FORME ASSOCIATIVE

ART. 57 Convenzioni

1. Per lo svolgimento coordinato di determinate funzioni e servizi, nonchè per la realizzazione di specifici programmi, la Comunità Montana può stipulare con i Comuni associati, con le altre Comunità Montane, con la Provincia, la Regione e con altri soggetti pubblici, apposite convenzioni.
2. La convenzione deriva da un accordo tra le parti che, redatto in forma scritta, determina tempi, modi, soggetti, procedure, finanziamenti, obblighi e garanzie per la propria realizzazione.
3. Preparata e definita mediante eventuali conferenze di servizio o d'intesa tra le parti interessate, viene sottoposta all'approvazione del Consiglio.
4. Mediante la convenzione, previa intesa programmatica, può essere previsto l'esercizio associato di funzioni proprie con le Comunità Montane contermini.

TITOLO VIII: ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

CAPO I: LA PARTECIPAZIONE POPOLARE

ART. 58 Collaborazione dei cittadini

1. Al fine di favorire una maggiore collaborazione dei cittadini con l'Amministrazione, la trasparenza dell'azione amministrativa e dei processi decisionali consentito ai cittadini singoli od associati di partecipare alla formazione di un procedimento che possa incidere nelle loro situazioni giuridiche soggettive.
2. Allo scopo l'Amministrazione, attraverso il responsabile d'ufficio potrà attivare direttamente o su istanza dell'interessato una preventiva e motivata informazione sul procedimento instaurato o che si intende instaurare, permettendogli di presentare le proprie deduzioni in merito e mettendo a disposizione la relativa documentazione.
3. Onde evitare controversie, senza tuttavia ledere interessi pubblici o di terzi, il procedimento potrà concludersi nei limiti del proprio potere discrezionale con appositi accordi, in forma scritta a pena di nullità, tra l'Amministrazione e gli interessati. Tali atti osserveranno la disciplina del Codice Civile in materia di obbligazioni o contratti.
4. I modi e le forme di attivazione delle procedure di cui al presente articolo formeranno oggetto di apposita disciplina regolamentare.

ART. 59 Valorizzazione delle forme associative

1. La Comunità Montana favorisce l'attività delle Associazioni, dei Comitati o degli Enti esponenziali operanti sul proprio territorio, sostiene e valorizza le libere forme associative, la loro costituzione e potenziamento, con particolare riguardo a quelle che perseguono, senza scopo di lucro, finalità scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile, di salvaguardia dell'ambiente naturale e del patrimonio artistico e culturale, di assistenza, sportive, del tempo libero, in quanto strumenti di formazione dei cittadini.
2. A tal fine viene incentivata la partecipazione di detti organismi alla vita amministrativa dell'ente attraverso la possibilità di presentare memorie, documentazioni, osservazioni utili alla formazione dei programmi di intervento pubblico ed alla soluzione dei problemi amministrativi. Possono essere attivate forme di consultazione per l'esame dei problemi specifici e in ogni caso per la formazione del piano pluriennale secondo le modalità dell'art. 54.
3. La Comunità Montana potrà inoltre intervenire con la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere, a sostegno delle iniziative promosse dagli organismi di cui al primo comma predeterminandone criteri, modi e forme in un apposito Regolamento.

ART. 60 Forme di consultazione della popolazione

1. In quelle materie di esclusiva competenza della Comunità Montana ed al fine di consentire la migliore impostazione e realizzazione delle iniziative la Comunità può avviare forme diverse di consultazione della popolazione.
2. La partecipazione popolare può attuarsi mediante la consultazione dei cittadini residenti in uno o più comuni su problematiche che direttamente interessano.
3. Le osservazioni, i suggerimenti, le proposte che dovessero conseguire da parte dei cittadini, singoli o associati, formeranno oggetto di attenzione da parte della Comunità Montana.

ART. 61 Istanze

1. I cittadini residenti nel territorio Comunitario, singoli ed associati, possono rivolgere alla Comunità Montana istanze per l'inizio di un procedimento amministrativo concernente interessi collettivi.
2. L'istanza deve essere presentata in forma scritta e con firma autenticata al protocollo della Comunità Montana, che ne rilascia ricevuta.
3. Le istanze aventi per oggetto richieste di contributi, sussidi e ausili finanziari sono disciplinate dall'apposito regolamento adottato ai sensi dell'art.12 della legge n.241/90.

ART. 62 Petizioni

1. La petizione consiste in una manifestazione di opinione, invito, voto o denuncia che un numero minimo di 15 cittadini residenti nel territori Comunitario, espone per far presente comuni necessità o per promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.
2. Le firme dei richiedenti devono essere raccolte in moduli forniti e vidimati dalla Comunità Montana e devono essere autenticate.
3. La petizione deve essere presentata al protocollo dell'Ente che ne rilascia ricevuta.

ART. 63 Proposte

1. Un numero minimo di 30 cittadini residenti nel territorio Comunitario, possono avanzare proposte per l'adozione di deliberazioni dirette alla migliore tutela di interessi collettivi.
2. La proposta deve contenere il testo della deliberazione e deve essere accompagnata da una relazione che ne illustra il contenuto e le finalità.
3. Le firme dei proponenti devono essere raccolte in moduli forniti e vidimati dalla Comunità Montana e devono essere autenticate.

ART. 64 Procedura per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte

1. I cittadini, singoli o associati, possono presentare all'amministrazione istanze, petizioni e proposte intese a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi locali
2. Il Presidente affiderà le istanze, le petizioni e le proposte agli organi della Comunità competenti per materia che, potendosi avvalere degli uffici e di eventuali contributi esterni, dovranno esprimere un parere sulla questione entro 90 giorni.
3. Il Presidente, dopo aver comunicato ai cittadini interessati o al primo firmatario l'iter della pratica, li informerà motivatamente per iscritto nei 30 giorni successivi al rilascio del parere dell'organo competente sull'esito del medesimo e dei successivi eventuali sviluppi procedimentali, con l'indicazione degli uffici preposti e dei funzionari responsabili.
4. Ove i termini sopracitati non venissero osservati, il parere dell'organo si dà per reso e le pratiche passano agli Uffici competenti per l'istruttoria da farsi entro 30 giorni.
5. Nel caso di istruttoria negativa, ne viene fornita dal Presidente motivata comunicazione ai soggetti o al primo firmatario entro i 30 giorni successivi, mentre, nel caso di riscontro positivo, vengono anche indicati i futuri sviluppi procedimentali con l'indicazione degli Uffici preposti e dei funzionari responsabili.
6. Qualora per il numero dei destinatari o per altre motivazioni sia difficoltosa la comunicazione personale, l'Amministrazione provvede con altre forme di pubblicità ritenute idonee.

ART. 65 La pubblicità degli atti

1. Gli atti della Comunità Montana sono pubblici, fatte salve le previsioni di legge, del presente statuto e del regolamento sul diritto di accesso per quegli atti la cui diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi, delle imprese, o il risultato dell'azione amministrativa.
2. La Giunta, al fine di assicurare trasparenza e pubblicità dell'attività dei propri organi può, anche in forma saltuaria, promuovere forme di comunicazione attraverso manifesti, opuscoli, notiziari nonché altri mezzi giornalistici e radio-televisivi.
3. Presso gli uffici della Comunità Montana dovrà essere possibile per i cittadini interessati, secondo i modi e le forme stabiliti dall'apposito regolamento, che potrà prevedere anche un rimborso spese, avere informazioni precise sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino.

ART. 66 Difensore civico Comunitario

1. La Comunità Montana può accordarsi con i comuni associati per nominare un'unica persona che svolga la funzione di difensore civico per tutti gli enti interessati.
2. I requisiti, le cause di incompatibilità e di ineleggibilità alla carica, le modalità di elezione, la sede dell'ufficio, i mezzi e le prerogative del difensore civico Comunitario sono fissati da un'apposita convenzione che deve essere approvata dai rispettivi consigli.

TITOLO IX: FINANZA E CONTABILITA'

CAPO I: LA GESTIONE ECONOMICA

ART. 67 Finanziamenti

1. Nell'ambito e nei limiti imposti dalle leggi sulla finanza locale e dalle leggi regionali, la Comunità Montana ha propria autonomia finanziaria fondata su certezze di risorse proprie e trasferite.
2. La finanza della Comunità è costituita da:
a) trasferimenti statali;
b) trasferimenti regionali;
c) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;
d) risorse per investimenti.

ART. 68 Bilancio e programmazione finanziaria

1. L'ordinamento finanziario e contabile della Comunità Montana si informa alle disposizioni di legge vigente in materia.
2. Il bilancio di previsione per l'anno successivo va deliberato entro il 31 ottobre di ciascun anno salvo diverso termine stabilito dalla Legge.
3. Nella redazione e predisposizione dello stesso, vanno osservati i principi dell'annualità, dell'universalità, della legalità, della veridicità, della pubblicità e del pareggio economico e finanziario. Il bilancio è corredato dalla è relazione previsionale e programmatica nonché dal bilancio pluriennale, se richiesto dalla legge, elaborato in termini di sola competenza e di durata pari a quello regionale.
4. Il bilancio ed i suoi allegati devono, altresì, conformarsi al principio della chiarezza e della specificazione.
5. In particolare essi vanno redatti in modo tale da consentirne la lettura dettagliata ed intelligibile per
programmi, servizi ed interventi.
6. Il bilancio è approvato dal Consiglio della Comunità Montana con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
7. Gli impegni di spesa non possono essere assunti senza attestazione della relativa copertura finanziaria da parte del responsabile dell'ufficio di ragioneria.

ART. 69 Risultati di gestione

1. I risultati di gestione attinenti alle entrate e ai costi sostenuti e i risultati conseguiti per ciascun servizio, programma o intervento, vengono rilevati nel conto consuntivo che ricomprende sia il rendiconto finanziario che quello patrimoniale, oltre alla relazione illustrativa della Giunta che esprime le valutazioni in merito ai risultati ottenuti in rapporto alle risorse applicate.
2. Il conto consuntivo deve essere deliberato dal Consiglio entro il 30 giugno dell'anno successivo salvo diverso termine previsto dalla legge.

ART. 70 Servizio di tesoreria

1. La Comunità Montana si avvale di un tesoriere per la gestione finanziaria.
2. La nomina del tesoriere è effettuata dal Consiglio su proposta della Giunta che acquisirà preventivamente le migliori condizioni da parte di idonei istituti bancari.

CAPO II: CONTROLLO FINANZIARIO E CONTABILE

ART. 71 Revisione economico finanziaria

1. Il Consiglio elegge a maggioranza assoluta dei membri assegnati il revisore del conto.
2. Il revisore viene scelto secondo le modalità indicate dalla legge.
3. Esso dura in carica cinque anni, non è revocabile salvo inadempienze. La sua rielezione è consentita per una sola volta.
4. Al revisore spetta il compenso stabilito dalle disposizioni vigenti.

ART. 72 Funzioni e responsabilità del revisore

1. Il revisore collabora con il Consiglio nella sua funzione di indirizzo e controllo. A tal fine ha facoltà di partecipare, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio anche quando i lavori sono interdetti al pubblico, e della Giunta se richiesto. Ha altresì accesso agli atti e documenti della Comunità Montana.
2. Al revisore è demandata inoltre la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione, attestando la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione stessa, redigendo apposita relazione a corredo della deliberazione consiliare che approva il conto consuntivo.
3. Il revisore risponde della verità delle proprie attestazioni ed adempie ai propri doveri secondo i precetti della diligenza (art. 1710 C.C.) e rettitudine, riferendo immediatamente al Presidente ed al Segretario generale, di eventuali accertate irregolarità nella gestione dell'Ente.
4. Per quanto riguarda i requisiti soggettivi di eleggibilità e gli istituti della decadenza e revoca, nei riguardi del revisore si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli artt. 2399 e seguenti del C.C.

ART. 73 Forme di controllo economico interno della gestione

1. Con apposito regolamento di contabilità sono dettate norme specifiche:
a) per la rilevazione economica dei costi dei singoli servizi;
b) per la definizione normativa dei rapporti tra revisore ed organi elettivi di governo, organi elettivi di controllo, indirizzo e partecipazione, ed organi burocratici deputati alla gestione esecutiva dell'attività amministrativa;
c) per la puntualizzazione delle specifiche attribuzioni del revisore, nei limiti predeterminati dal precedente art. 68.
2. La rilevazione contabile dei costi prevede la sistematica raccolta dei dati gestionali imputabili alle singole unità operative, al fine di pervenire alla valutazione dell'efficienza e dell'efficacia dell'azione rispetto alla spesa, articolata per settori, programmi ed interventi, nonchè la determinazione ed elaborazione di indici di produttività.
3. La Giunta della Comunità autonomamente o su indicazione del revisore può individuare centri di costo per i quali attivare specifiche forme di rilevazione.

ART. 74 Metodologia del controllo interno di gestione

1. L'attuazione del controllo interno della gestione può essere realizzato mediante:
a) la pianificazione;
b) la programmazione;
c) la redazione e gestione del bilancio di previsione annuale;
d) la verifica e l'analisi degli scostamenti tramite l'esame a consuntivo dei risultati ottenuti.
2. Dopo l'individuazione di eventuali risultati negativi il Consiglio o la Giunta, secondo le rispettive competenze, provvede alla predisposizione dei necessari rimedi a livello organizzativo, programmatorio e di riallocazione delle risorse per determinare un miglioramento dei servizi, o per attuare un processo amministrativo portatore di maggior economicità gestionale.

CAPO III: PROPRIETA' IMMOBILIARI

ART. 75 Demanio e patrimonio della Comunità Montana

1. La Comunità Montana potrà disporre di un proprio demanio e patrimonio ai sensi della L. 3.12.1971, n. 1102 e di altre norme in vigore.
2. La disciplina dell'uso di cui all'art. 9 della stessa legge formerà oggetto di apposito regolamento da approvarsi da parte del Consiglio.

ART. 76 Inventario

1. Di tutti i beni demaniali e patrimoniali mobili e immobili deve essere redatto un apposito inventario, compilato secondo quanto stabilito dalle norme in materia.
2. Il riepilogo dell'inventario deve essere allegato sia al bilancio di previsione sia al conto consuntivo.
3. L'attività gestionale dei beni, che si esplica attraverso gli atti che concernono l'acquisizione, la manutenzione, la conservazione e l'utilizzazione dei beni stessi, nonchè le modalità della tenuta e dell'aggiornamento dell'inventario dei beni medesimi sono disciplinati da apposito regolamento, nell'ambito dei principi di legge.

TITOLO X: ATTIVITA' REGOLAMENTARI

ART. 77 Regolamenti

1. Il Consiglio approva i Regolamenti di propria iniziativa nonchè quelli previsti dalla legge e dal presente Statuto a maggioranza assoluta dei propri componenti.
2. Prima della loro approvazione gli schemi di regolamento adottati dalla Giunta verranno depositati per 30 giorni presso l'Ufficio di Segreteria dell'Ente e del deposito verrà data informazione con avviso pubblico all'albo della Comunità e dei Comuni, onde consentire agli interessati la presentazione di osservazioni, memorie e proposte.
3. Il regolamento resterà pubblicato dopo la definitiva approvazione da parte del Consiglio della Comunità Montana per 15 giorni all'albo della Comunità e dei Comuni e, conseguito il favorevole esame di legittimità da parte dell'organo di controllo, diventerà obbligatorio salvo che sia altrimenti specificamente disposto.

TITOLO XI: NORME TRANSITORIE

ART. 78 Norme transitorie

1. In fase di prima applicazione del presente statuto gli organi esecutivi della Comunità Montana continuano ad esercitare le loro funzioni fino alla naturale scadenza.

ART. 79 Entrata in vigore dello Statuto

1. Lo Statuto della Comunità Montana, approvato ai sensi della legge, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.

TITOLO XII: NORME DI RINVIO

ART. 80 Norma di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente statuto si rinvia, per le rispettive materie di competenza alla normativa regolamentare di attuazione ed alle leggi.