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Storia

A parte poche tracce preistoriche e qualche ritrovamento romano o longobardo, la storia della valle dell'Agno comincia nel medioevo con la potente famiglia Trissino che costruì i castelli fino Valdagno. Attorno ad essi si costituirono i vari nuclei abitati. Risale al periodo feudale d'inizio l'insediamento nella vallata di boscaioli e contadini in gran parte di origine cimbra che si dedicarono all'agricoltura e alla pastorizia. Tracce del loro dialetto tedesco sono sopravvissute anche in molti termini dialettali ancora utilizzati e in alcuni cognomi e tradizioni locali.

Sentiero Storico sull' Alpe di Campogrosso

SENTIERO STORICO
SULL'ALPE
di CAMPOGROSSO
OPERA DI DIFESA 1915/18

Nell'estate dei 1916 sul confine Imperiale, spartiacque delle attuali province di Vicenza e Trento, diretti dal Gen. Graziani, reparti del Genio Militare, aiutati da numerosi civili tra cui donne e ragazzi, realizzarono un'imponente opera di sbarramento al nemico.

Per proteggere la pianura vicentina, la linea si sviluppava sulle creste montuose dalla catena delle Tre Croci, passando per Campogrosso, fino a Pian delle Fugazze.

La sezione di Valdagno dell'Associazione Nazionale Alpini, in collaborazione con la Comunità Montana, è intervenuta per il recupero di tali opere realizzando un percorso guidato su comodo sentiero attorno a Cima Postal (mt. 1529). Nell'itinerario riportato in mappa, percorribile in meno di 2 ore, si possono scoprire le tipiche opere di difesa (trincee, postazioni, bunker, ecc.) collegate da una strategica rete viaria di arroccamento in un ambiente tipicamente alpino.

La Grande Guerra 1915 - 1918

I monti e le guglie dell’alto vicentino, oltre che essere un paesaggio ambientale di rara bellezza, meritano l’attenzione del visitatore e del turista per tutto ciò che in loro resta a testimoniare lo scontro bellico che qui si è consumato: sono infatti numerosi i reperti (perlopiù fortificazioni, trincee, gallerie) che costituiscono un ricordo storico sempre vivo di quella che è stata la Prima Guerra mondiale per il Veneto e per l’Italia.


A sud del Pasubio, la catena del Carega e l’Alpe di Campogrosso (su cui passava il confine italo-austriaco) rappresentavano la "seconda linea", il baluardo difensivo da utilizzarsi in extremis nel caso in cui il massiccio del Pasubio cedesse. Pertanto, questi monti hanno vissuto la guerra da lontano, ma conservano chiari tutti gli interventi dell’uomo realizzati a scopo bellico di difesa.


Vari itinerari, accanto alla bellezza del paesaggio, offrono dunque all’escursionista la possibilità di gustare qualche resto, segnale preciso della Grande Guerra.


Sentiero storico sull’Alpe di Campogrosso


Nell’estate del 1916, sul confine imperiale, spartiacque delle attuali province di Vicenza e Trento, vari reparti del Genio Militare, con l’ausilio di molti civili, diretti dal generale Graziani, realizzarono un’imponente opera di sbarramento al nemico. Per proteggere la pianura vicentina, la linea si sviluppava sulle creste montuose dalla catena delle Tre Croci, passando per Campogrosso, fino a Pian delle Fugazze.


Grazie all’intervento dell’Associazione Nazionale Alpini e della Comunità Montana, oggi sono visibili alcune di queste opere seguendo un percorso guidato su un comodo sentiero attorno a Cima Postal (mt. 1529). Nell’itinerario (percorribile in meno di due ore, con partenza dal Rifugio Campogrosso a mt. 1457) si possono scoprire le tipiche opere di difesa (trincee, postazioni, bunker) collegate da una strategica rete viaria di arroccamento in un ambiente tipicamente alpino.


Anello storico naturalistico "Emilio Michelato" della Gazza


Il percorso inizia dalla strada circa 50 mt prima del piazzale di parcheggio del Rifugio "Cesare Battisti" alla Gazza. Anche questo accompagna il visitatore in un viaggio di ricordi e memorie di una guerra passata, ma tutt’oggi ancora viva nella mente di coloro che l’hanno vissuta in prima persona o indirettamente grazie alle testimonianze tramandate da uomini, testi, foto, rovine e reperti bellici. Lungo il sentiero sarà possibile vedere i resti di strade militari, di trincee, di una piazzola d’artiglieria e di una galleria deposito munizioni. Durante il tragitto si percorre inoltre il sentiero dell’acqua, un tratto di sentiero dedicato agli aspetti naturalistici della zona, lungo il quale si auspica la realizzazione a scopo didattico di una serie di esempi della flora locale, come per un piccolo giardino botanico.


Sentiero La Piatta - La Gazza


Un altro splendido itinerario storico-naturalistico sono i dodici chilometri che separano la località della Piatta (Crespadoro) dalla Gazza (Recoaro Terme). È un sentiero storico perché ripercorre quello tracciato dalle truppe italiane durante il conflitto del ‘15-’18, per realizzare delle opere di difesa di cui rimangono diverse testimonianze; naturalistico perché i territori che attraversa sono abitati da numerosissime specie di animali, fra cui le marmotte, i camosci e i galli forcelli, e di piante, come il pino mugo. Si vedono ancora lungo il sentiero i fori lasciati dalla trivella per posizionare le cariche esplosive usate nella costruzione della strada militare, o ancora i resti di ponti metallici. Presso malga Fraselle è possibile optare per il percorso alto verso passo Zevola oppure verso quello basso, più breve, verso passo Ristele. Nel primo caso si giungerà a passo della Lora, punto d’incontro di tre province (Verona, Vicenza e Trento) e di quattro comuni (Selva di Progno, Crespadoro, Recoaro e Ala). Il passo (terra di confine fra Italia e Impero) era un tempo frequentato dai contrabbandieri, e a testimonianza di ciò vi sono ancora le rovine di una casermetta della Regia Guardia di Finanza, poco a sud del passo.


Le zone di confine furono nel periodo che va dalla metà del secolo scorso fino all’inizio della Grande Guerra, fortemente caratterizzate dal fenomeno appunto del contrabbando, che dava possibilità di sopravvivenza, se non di ricchezza, agli uomini che lo praticavano in anni di grande povertà, miseria ed epidemie. Dentro alla "carga" dei contrabbandieri venivano trasportati generi di prima necessità quali spezie, sale e zucchero, nonché alcolici da scambiare con tabacco, salgemma tirolese, caffè. Anche il bestiame (capre e pecore) era divenuto merce di contrabbando, molto ben pagato di là dal confine italiano. I passaggi erano molto ardui e pericolosi, e più uomini pagarono con la vita la pratica dell’illegale mestiere, che li portava a tentare il superamento di passaggi, usati per evitare la vigilanza, estremamente rischiosi soprattutto nel periodo primaverile a causa delle frequenti valanghe. Ancora oggi, tra il vajo di Lovaraste e il Pellegatta, vi è il Passo dei Contrabbandieri, una delle vie di comunicazione più dirette tra i regni confinanti.

Allegato a "Filò"

TESTIMONIANZE DELLA GRANDE GUERRA Recoaro Terme e Prealpi Vicentine

E' possibile scaricare l'allegato alla rivista "Filò", numero di luglio-agosto, a cura della Comunità Montana Agno-Chiampo.

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