• germani
  • fongara
  • malga-rove
  • casare-asnicar
  • mucche
  • lavori-montagna

Il tartufo nero vicentino


Per il sapore eccezionale, per le notevoli capacità digestive e, si dice, per il potere afrodisiaco, il tartufo è da sempre considerato un cibo da re. Ci sono svariati modi per apprezzarlo in cucina, ma quasi sempre risulta più gustoso se cotto oppure appena riscaldato. La tradizione locale lo preferisce accoppiato con il riso, con le tagliatelle e con gli spaghetti.
In alcune aree il tartufo nero (principalmente Tuber uncinatum e melanospurum) è oggetto di una raccolta tradizionale. La produzione, pur nella difficoltà di stima, rappresenta un interessante fonte di reddito.
Non saranno famosi come quelli della Toscana, del Monferrato o di Norcia, ma i tartufi neri della provincia di Vicenza hanno una nutrita schiera di estimatori. I più conosciuti si trovano sui Colli Berici e nell'alta valle del Chiampo, in particolare nel territorio di Marana di Crespadoro per la natura del terreno particolarmente favorevole alla loro crescita. Qui crescono il tartufo nero estivo, o scorzone, e il tartufo uncinato.

Attraverso un progetto sulla tartuficoltura in collaborazione con la Provincia di Vicenza, in alcuni terreni vocati si sta iniziando la creazione di tartufaie coltivate con il duplice fine produttivo e di recupero di terreni marginali.