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La Flora

LA FLORA

Il territorio della Comunità Montana Agno - Chiampo si presenta particolarmente vario e suggestivo. Data l’ampia escursione altitudinale, dai 100 m dei fondi valle ai 2020 m della cima più alta, il monte Obante, è possibile, infatti, osservare paesaggi fortemente diversificati tra di loro.

A basse quote è il bosco la componente della vegetazione più rappresentativa.

I castagneti, assai diffusi in passato, dato la loro ampia utilizzazione nelle pratiche selvicolturali, sono oggi prevalentemente utilizzati per la produzione di legname da lavoro. Il legno del castagno resistente ed elastico ben si presta per la costruzione di mobili, doghe, ceste ed altri utensili. Rari sono, invece, i "Maronari" ovvero i castagni da frutto che hanno subito gravi danni da parte del cancro della corteccia, un fungo patogeno di origine americana. Inoltre dove è maggiore il degrado ambientale per tagli eccessivi o per mancanza di cure antropiche si è stabilizzato l’insediamento della Robinia pseudoacacia comunemente detta acacia, importata dal Nord America nel 1600 e nota per la sua invadenza e vitalità.

Accanto ai castagneti si possono osservare gli aceri - frassineti tipici, ossia formazioni forestali costituite da acero di monte, frassino maggiore, olmo montano e tigli. Frassino e acero sono latifoglie nobili, ad alto valore economico, da cui si ricava prevalentemente legname da lavoro. Popolamenti di neo formazione sono presenti in alcune zone del comune di Recoaro Terme.

Nei versanti caldi e assolati e sino agli 800 m si trovano boschi di carpino e di orniello. Si tratta di specie arboree a sviluppo rapido, destinate alla produzione di legna da ardere di qualità e materia prima per oggetti d’uso comune come erano ad esempio gli zoccoli (detti ambare). Nel loro sottobosco si trovano specie tipiche dei boschi a querce caducifoglie come l’elleboro o rosa di Natale, l’erba trinità e la pervinca.

Lungo le vallette, dove il terreno è spesso inzuppato di acqua, è l’ontano a farla da padrone, accompagnato dal frassino maggiore e dall’acero; tra gli arbusti sono abbondanti il nocciolo e il sambuco.

A partire dai 700 – 800 m nei versanti settentrionali sin quasi al limite della vegetazione si trova il faggio. Le faggete occupano una superficie di oltre 1900 ha. Le produzioni sono legna da ardere e legname da lavoro. Nel sottobosco è facile da vedere l’uva di volpe (Paris quadrifolia).

All’interno delle faggete isolato o a piccoli gruppi si può trovare il larice.

I boschi a prevalenza di conifere, invece, sono di origine artificiale. La specie più rappresentativa è l’abete rosso. La funzione del bosco è, in questi casi soprattutto paesaggistica visto lo scarso valore del legname.

Oltre i 1000 m di altitudine si cominciano a trovare numerose malghe, con pascoli ad avena, alchemilla, millefoglie ed altre specie.

Ad alte quote, oltre i 1500 m, i canaloni e i ghiaioni più consolidati sono colonizzati dal mugo, accompagnato dal rododendro irsuto, dal sorbo montano, dalla rosa alpina, dal ginepro, dall’ontano verde e da numerose altre specie.

GRANDI ALBERI

COMUNE SPECIE LOCALITA' Altezza m. Circonferenza m.
CHIAMPO

 

Robinia

 

loc. Arso 15 2.42
CRESPADORO

 

Faggio

Sambuco

 

Malga Prato-Monte Telegrafo

Malga Prato

25

6

3

1.45

CORNEDO

 

Cipressi

 

S.Sebastiano 22 3
RECOARO T.

Tasso

Faggio

Faggio

Carpini

Castagno

Castagno

Melo

Ciliegi

Tiglio

Tiglio

Tiglio

Farassino

 

Via Bruni, 1

Malga Morando

Malga Sebe

Monte Spitz

Contrada

Castagna

Runcole

Scarnazzo

Rebese

Malga Sebe

Malga Podeme I

Pizzegoro

Chempele

15

22

27

23

21

24

12

22

27

19

23

21

 

2.80

4.10

3.90

4.10

4.95

5.40

1.88

2.80

5.30

3.76

2.95

3.70

 

TRISSINO

 

Castagno

 

Piana Cattiva 20 10.30
VALDAGNO

Faggio

Castagno

Castagno

Platano

Croce di Pioppi

Barchetto

Giani

Villa Valle

22

21

25

32

3.60

6.40

6

4

Le Genziane fotografate nelle nostre montagne (clicca sull'immagine per ingrandirla)

Genziana Ascleapidea: fotografata da Antoniano Boschetti il 29/8/99 presso il rifugio Bertagnoli, comune di Crespadoro (VI) Pianta perenne, calcifica, tipica di prati acquitrinosi, in boschi montani, associata ad erbe alte. I fiori si aprono la mattina tra le 8 e le 9 e si chiudono fra le 5 e le 6 del pomeriggio. Contiene nelle foglie e nella radice una sostanza amara usata in erboristeria.
Genziana del Koch: fotografata al tornante del Tanghero il 30/7/95. La pianta si presenta con la rosa fogliare aderente al suolo, predilige i pascoli asciutti, i ghiaioni o i boschi di conifere radi. E’ presente da giugno ad agosto tra i 1700 e i 3000 m.
Genzianella Fugace: fotografata il 16/7/95 lungo la strada tra Campodalbero e il rifugio Bertagnoli in comune di Crespadoro (VI). Questo fiore si apre solo alla luce del sole ed è tipico di pascoli, terreni alluvionali e cengie rocciose dai 1700 ai 3000 m.
Genziana Germanica: fotografata il 29/8/99 sul pendio a lato del rifugio Bertagnoli in comune di Crespadoro ( VI ). Specie che predilige i terreni freschi, ricchi di calcio e i pascoli. Fiorisce da Maggio a Ottobre fino a 2700 m.
Genzianella Primaticcia: fotografata il 16 /4/1995 al tornante del "Tanghero" prima del rifugio Bertagnoli in comune di Crespadoro (VI). Si può trovare in prati poco umidi o aridi, in pascoli non concimati e in falde di detrito fino ad una quota di 2900 m. Questo fiore ha la particolarità, sopratutto negli anni più caldi, di fiorire una seconda volta in autunno.
Genzianella Sfrangiata: fotografata il 29/8/99 al Mèsole comune di Crespadoro ( VI ). Presenye in prati e pascoli asciutti, tra i pini mughi o tra i cespugli. Da Agosto a Novembre fino alla quota di 2500 m.
Genziana Utricolosa: fotografata il 15/8/95 lungo la valle della Teleferica prima della cima Carega, nel parco della Lessinia. Riconoscibile per il calice dei fiori oblungo e dalle ali del particolarmente larghe. Pianta calcifila, fiorisce da Maggio ad Agosto in prati umidi, paludi basse, brughiere e ghiaioni fino ai 2400 m.
Genziana Crociata: fotografata il 6/8/95 all'inizio del sentiero delle Casoline,a Marana frazione di Crespadoro ( VI ) Il nome della pianta è dovuto alle foglie opposte-incrociate. Pianta perenne che predilige pendii cespugliosi,assolati,i castagneti e, anche se poco frequentemente,i prati asciutti a manto erboso basso. Fiorisce da Luglio a Ottobre fino a 16oo m.

 

Comunità Montana Agno Chiampo