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Termalismo

La storia del termalismo a Recoaro Terme ha inizio nel 1689 quando, secondo la tradizione, il conte vicentino Lelio Piovene, forse durante una battuta di caccia, notò una sorgente d'acqua che, dove passava, lasciava un deposito di colore rossastro.

L'acqua fu fatta analizzare a Padova e si scoprì che aveva proprietà terapeutiche. La sua fama venne aumentando nel corso degli anni tanto che la Repubblica di Venezia considerò quest'acqua "un bene inestimabile degno di attenta protezione".
Negli anni successivi, a causa del crescente afflusso di curanti e villeggianti, l'aspetto generale della zona delle fonti andò più volte modificandosi. Solo nel 1815-18 fu costruita la strada di collegamento con Valdagno, che fino ad allora era stato il centro di raccolta turistica, permise a Recoaro di diventare un vivace centro turistico.

Se il primo centro termale era stato costruito alla fine del 1700, fu però a partire dal 1875 le Fonti di Recoaro divennero famose anche a livello europeo per merito della costruzione del grande nuovo stabilimento balneo-idroterapico, forte di una struttura architettonica legata al classicismo, ma liberty dal punto di vista stilistico. Recoaro si affermò come centro termale, arricchendosi di villini e strutture che ancora oggi la caratterizzano dal punto di vista architettonico e artistico.
Negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale le Fonti di Recoaro subirono un pesante bombardamento da parte degli aerei alleati. La ristrutturazione che ne seguì purtroppo finì con lo stravolgere completamente l'antico aspetto delle fonti di Recoaro: ne risultò un insieme di costruzioni assolutamente estranee al preesistente contesto storico-urbanistico, annullando con freddezza e l'anonimato delle linee il significato pregnante.