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Sentiero Italo Soldà

Il sentiero presenta notevoli valenze sotto il punto di vista sia naturalistico che paesaggistico. Dopo aver attraversato boschi, radure verdeggianti ed affioramenti geologici, si giunge alla sommità dello Spitz, da cui si può ammirare un panorama mozzafiato sulla corona delle Piccole Dolomiti e la vallata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCHEDA TECNICA SENTIERO

Partenza: Fonti Centrali (fianco ex-autorimessa) - Recoaro Terme (m 500)

Arrivo: Monte Spitz (m 1108)

Dislivello totale: m 607

Tempo di percorrenza: 2h salita; 1h 20min discesa

Difficoltà: E - sentiero escursionistico-turistico su stradine pedonali, carrarecce e sentieri facili

 

 

 


 

 

BACHECHE ILLUSTRATIVE

 

 

 

 

 

 

 

 

ITALO SOLDÀ

 

Ultimo di sei fratelli, Italo nacque a Recoaro Terme nel 1918. 

Il fratello maggiore Gino, celebre alpinista e sciatore, lo avviò sin dalla tenera età alla pratica dello sci e dell’arrampicata: sotto la guida del “maestro” Gino, per acquisire doti di equilibrio e abitudine al vuoto imparò a camminare sui muretti e sui cornicioni, ad attraversare i ruscelli su una scala a pioli posta orizzontalmente da una sponda all’altra e a scalare le “briglie dei Giorgetti”.

A sei anni Italo, guidato dal fratello, scalò il Baffelàn per la parete est. La sua grande passione fu però lo sci: dall’età di undici anni, Italo raccolse risultati importanti, non solo nelle gare in vallata ma anche a livello nazionale, culminati indossando la maglia azzurra ai Campionati del Mondo di Cortina nel 1941.

Espatriato in Svizzera come internato militare dopo l’8 settembre ‘43, continuò a svolgere attività atletica assieme a commilitoni come Zeno Colò e altri membri della squadra nazionale di quel tempo. Alla fine della Guerra Italo iniziò l’attività professionale di guida alpina e soprattutto di maestro di sci. Tornò a Recoaro, dove fu uno dei promotori della locale stazione sciistica. Negli anni successivi si dedicò all’insegnamento e all’allenamento di atleti in prestigiosi sci club, collaborò con la Federazione Italiana Sport Invernali alla stesura dei primi testi tecnici per l’insegnamento dello sci nelle scuole italiane e fondò nuove scuole di sci. Svolse l’ultima parte della sua attività professionale in Trentino, in particolare sul Monte Bondone, cui il suo nome è indissolubilmente legato. Italo si spense a Valdagno, ai piedi delle sue amate Piccole Dolomiti, nel 2001 all’età di 83 anni.

 

 

 

FLORA E FAUNA IN LOCALITÀ “CHEMPELE”

 

 

La località “Chempele” è un avvallamento che si trova a 1000 m di altitudine, racchiuso ai lati dalle alture del monte Spitz e l’altopiano della Rasta.

Questo luogo, un tempo ricco di pascoli e malghe, ora vede molte zone prative occupate dall’espandersi dei boschi misti di latifoglie (faggio, frassino e acero di monte). La zona presenta numerosi ruscelli, una pozza d’alpeggio e diversi maestosi alberi plurisecolari descritti nelle tabelle del “Sentiero dei Grandi Alberi”.
Un ecosistema così differenziato favorisce la presenza di svariate specie animali: tra i mammiferi è facile incontrare caprioli, volpi e scoiattoli mentre, per quanto riguarda gli uccelli, si possono vedere le evoluzioni di poiane, falchi pecchiaioli, gheppi e sparvieri. Nel bosco è possibile osservare il picchio nero e il picchio rosso maggiore.

Comuni sono altri piccoli uccelli come cince (cincia dal ciuffo, cincia bigia, cinciarella, cinciallegra, cincia 

mora), crocieri, rampichini, picchi muratore, pettirossi, tordi bottaccio, fringuelli ecc. 
Ricca è la fauna minore, costituita da anfibi, rettili e insetti. 
Per ultimo, anche la parte floristica è ben rappresentata con abbondanti fioriture di bucaneve, campanellini, 
scilla, rose di Natale, crochi e primule. 
Interessanti anche diverse specie di orchidee.

 

 

UN PANORAMA MOZZAFIATO...

 

È una visione straordinaria quella che si apre sulla sommità dello Spitz: dalla splendida corona delle Piccole Dolomiti e del Pasubio, visibili nella loro interezza, l’occhio spazia sino alla pianura sottostante, passando per le dolci colline verdeggianti con le loro tese e contrade, punteggiate di chiesette e campanili. 
Grazie alla piattaforma e al leggio panoramico realizzati dalla Comunità Montana Agno-Chiampo, è possibile ammirare il paesaggio in sicurezza e conoscere i nomi delle cime.
Una bacheca posta sulla vetta riporta una citazione tratta da A guide to the Eastern Alps (1868) redatta dall’alpinista irlandese John Ball, primo presidente dell’Alpine Club fondato nel 1857.

 

L'EX RIFUGIO ALLO SPITZ

 

Il Rifugio allo Spitz costituiva una delle mete privilegiate delle escursioni che i forestieri compivano d’estate. 

Fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, probabilmente dai tedeschi, per evitare che i partigiani lo utilizzassero come base delle loro azioni.
Sul retro della cartolina a sinistra, datata 16 agosto 1932, si legge “...appena ritornati dalla passeggiata dello Spitz, alto più di mille metri, che impegnammo più di 2 ore a raggiungere la vetta con i somarelli in comitiva...”

 

 

 

 

I "MUSSETI"

 

 

I somarelli costituivano un elemento caratteristico di Recoaro.

La “Guida di Recoaro” del 1922, a cura della Pro Recoaro, racconta l’atmosfera e le attrattive che i forestieri incontravano al loro arrivo: “I somarelli rappresentano pure una graziosa tradizionale caratteristica di Recoaro. Sono i compagni indivisibili d’ogni salita e d’ogni quotidiana escursione. Vengono battezzati coi nomi più strani: Momi, Barbarina, Tamarindo, Tripoli, Barattieri, Menelich, Ciro, Giulietta, Romeo. Trasportano sul loro groppone tranquillamente bimbi vezzosi, mamme giunoniche, baldi giovani, donzelle sorridenti.”
In groppa ai “musseti”, i forestieri (tra cui la regina Margherita di Savoia, in visita nel 1879) raggiungevano non solo lo Spitz, ma anche le Fonti “Staccate” e la “Montagna Spaccata”.

 

 

     

Fotografie: Enrico Bauce, Doriano Fabrinetti
Testi: Michela Ceola (Nevio Soldà per bacheca su Italo Soldà)

Grafica: Michela Ceola